La riabilitazione di una protesi d'anca è il processo che inizia nelle ore immediatamente successive l'intervento e dura per i successivi 2/3 mesi, tempo dopo il quale la piena soddisfazione nell'operazione è massima, anche se già dopo pochi giorni sarà possibile caminare ed avere un'autonomia sufficiente per svolgere le piccole attività quotidiane.
Questo articolo, dunque, avrà un focus specifico sui movimenti da evitare e su quelli consigliati per ottenere il massimo recupero funzionale durante il post-operatorio.
Iniziamo con un breve excursus sulle protesi d’anca disponibili, per poi approfondire i movimenti da evitare sempre nel periodo di riabilitazione.
La scelta della protesi può essere differente in base alla gravità della coxartrosi (o della condizione che ha portato all’intervento) e alle richieste funzionali del paziente, optando alle volte per la sostituzione della sola testa del femore.
Il dolore all’anca e la mancanza di funzionalità sono, infatti, i principali criteri di scelta per la protesi, per cui si valuta:
L’endoprotesi viene spesso utilizzata nei pazienti anziani con basse richieste funzionali, in quanto meno invasiva; l’artroprotesi, invece, nei pazienti più giovani, con necessità articolari maggiori.
Infine, le protesi possono essere cementate quando si utilizza un particolare collante per mantenerle in sede o incastrate nell’osso, per cui si parla in questo caso di protesi non cementate.
Anche in questo caso la prima è generalmente indicata nei pazienti anziani od osteoporotici, mentre la seconda per i più giovani, richiedendo tempi di recupero più lunghi ma garantendo una durata maggiore.
A prescindere dalla scelta, il paziente gioca un ruolo attivo e fondamentale nel post-operatorio, in quanto deve prestare particolare attenzione a diversi movimenti, evitando comunque la sedentarietà completa.
È molto importante che il paziente sia consapevole del suo contributo nell’esito del trattamento chirurgico: questo è, infatti, fondamentale tanto quanto quello dell’equipe medica.
È dimostrato che seguire diligentemente le indicazioni nella fase di riabilitazione dopo una protesi d'anca, massimizzi il risultato ed acceleri il recupero fisico.
È importante, dunque, evitare alcuni movimenti che possono influire sulla corretta guarigione e, allo stesso tempo, riabituare l’articolazione al passo autonomo.
Specialmente nelle prime settimane dopo l’intervento di protesi d’anca, è bene evitare:
Nello specifico, dunque, per le prime 8/10 settimane sono necessari alcuni accorgimenti come:
È, inoltre, necessario utilizzare le stampelle per la deambulazione ed eliminare ogni ostacolo nelle zone in cui si vive, come tappeti, cera per pavimenti e oggetti.
Considerando il movimento che viene effettuato, nei primi tempi sarà necessario prestare grande attenzione a come ci si siede.
La procedura più sicura prevede di:
Per alzarsi dalla sedia, si procede allo stesso modo, ma in maniera inversa:
È molto importante, inoltre, evitare le sedie e le poltrone molto basse, in quanto possono causare una flessione eccessiva dell’articolazione.
Quando si sale sul letto dopo una protesi d’anca, è importante fare attenzione a non sollecitare il lato operato.
Una volta seduti sul bordo:
Per scendere, si può ovviamente utilizzare la procedura opposta: far scivolare le gambe in modo che i talloni si posizionino fuori dal bordo del letto e sostenere il peso del corpo con le braccia fino a quando i piedi non toccano terra, quindi alzarsi facendo ancora leva sulle braccia.
È bene, infine, posizionare un cuscino tra le gambe durante la notte, in modo da evitare la flessione verso l’interno degli arti inferiori, che può portare a una lussazione dell’articolazione.
Prima di salire in macchina, dopo una protesi d’anca, sarebbe bene portare il sedile anteriore più lontano dalla plancia e reclinarlo leggermente, in modo da poter tenere la gamba operata completamente distesa.
Una volta effettuata questa operazione, la procedura più semplice prevede di:
Per scendere, invece, bisogna appoggiare prima di tutto i piedi per terra ed utilizzare le braccia proprio come per salire.
Oltre ai movimenti da non eseguire nei casi specifici sopra descritti, in generale è bene evitare:
Nei primi giorni dopo l’intervento sarà necessario un aiuto per riprendere gradualmente a camminare.
Il recupero dell’autonomia nella deambulazione non è uguale per tutti e dipende da molti fattori, tra cui:
È naturale che una muscolatura più forte permette un recupero migliore e più rapido: evitare la sedentarietà totale sia prima che dopo l’impianto garantisce, infatti, il massimo recupero funzionale.
Il deambulatore va sempre posizionato avanti di un passo rispetto alle proprie gambe.
Il suo scopo è quello di sostenere la maggior parte del peso del corpo nel momento in cui dovrebbe invece essere caricato sulla gamba operata.
Quando il deambulatore viene spostato in avanti (con l’aiuto delle braccia) il peso del corpo deve quindi essere sostenuto dall’arto sano, alleviando il carico del lato operato.
Anche per le stampelle vale lo stesso principio, servono a sostenere il peso invece di caricarlo sull’arto operato, che verrà spostato successivamente.
Quando si utilizza un solo supporto, si consiglia di posizionarlo nel lato sano, così da caricare il peso principalmente su quell’arto.
Per salire le scale, bisogna prima portare su la gamba sana, poi quella operata e successivamente le stampelle.
Diversamente, per scendere bisognerà posizionare le stampelle nel gradino in basso, a seguire la gamba operata e poi quella sana.
Per ricordare in modo semplice:
Quando possibile, è utile iniziare ad eseguire alcuni degli esercizi già prima dell’operazione: alcuni di questi esercizi verranno riproposti anche nel programma e calendario della riabilitazione post-operatoria.
La riabilitazione inizierà il giorno stesso dell’intervento o al massimo il giorno successivo; è infatti noto che svolgere subito attività fisica (ovviamente leggera), oltre ad accelerare il recupero sia un fattore che protegge anche da eventuali complicanze post operatorie.
I programmi di fisioterapia devono essere seguiti con attenzione, associati agli esercizi e ai movimenti permessi e da evitare ogni giorno.
Questi, congiuntamente, hanno l’obiettivo di:
Letto e considerato quanto sopra, i tempi di recupero possono variare da paziente a paziente, in base a:
Il recupero completo, seguendo con scrupolo gli esercizi di riabilitazione, avviene generalmente dopo 2 o 3 mesi.
Se hai ancora dei dubbi sulla protesi d’anca, invece, ti consiglio di leggere questo approfondimento sulle domande più comune sull’impianto:
Protesi d’anca: le risposte alle domande che hai sull’intervento chirurgico.
