La lussazione dell’anca è una condizione che richiede un intervento immediato.
Considerando che generalmente si verifica a causa di traumi importanti, può essere associata ad altre patologie, che impediscono sensibilmente la naturale deambulazione.
In questo articolo vedremo come si verifica, quali possono essere le complicanze legate a questo evento e quali sono i trattamenti disponibili in ortopedia.
Una breve premessa: non affronteremo in questa sede la lussazione congenita (o displasia congenita dell’anca), ma parleremo esclusivamente della lussazione di tipo traumatico.
Come abbiamo già detto prima, la lussazione dell’anca è generalmente determinata da un evento traumatico.
Quando si parla di lussazione in ortopedia, si intende la perdita di contatto tra le ossa in un’articolazione. Possiamo distinguerne fondamentalmente due tipi:
La lussazione dell’anca, dunque, prevede la fuoriuscita totale o parziale del femore dall’acetabolo.
Può verificarsi a seguito di traumi molto gravi, come:
Questa condizione viene considerata un’emergenza ortopedica, pertanto meno tempo intercorre tra l’incidente e il trattamento, meglio è.
Una condizione non del tutto rara che si presenta a seguito degli incidenti stradali è la frattura dell’acetabolo, con possibile lussazione della testa del femore.
Questo tipo di lesione è conseguenza del forte impatto che si viene a creare, associato alla posizione che viene assunta durante la guida.
Alcuni studi hanno sottolineato, infatti, come al momento dell’incidente:
In quest’ultimo caso, la lesione può non essere completamente visibile nelle radiografie in proiezione antero-posteriore, ma particolarmente evidente in proiezione assiale.
Ribadisco l’importanza della valutazione attenta e immediata della lesione, in quanto i frammenti ossei possono compromettere la vascolarizzazione, esponendo ulteriormente il paziente alla necrosi dei tessuti e all’artrosi precoce.
La lussazione si associa ad un forte dolore a livello dell’anca, spesso accompagnato da:
Lo spostamento del femore dalla sua sede può, comunque, causare altre complicazioni come:
Quando il dislocamento comporta la pressione del nervo sciatico, è possibile che si verifichi una perdita di sensibilità e un intorpidimento della gamba interessata.
Diversi studi, inoltre, hanno confermato che le lussazioni di anca aumentano la possibilità di insorgenza precoce della coxartrosi.
Come già anticipato precedentemente, la lussazione dell’anca è un’emergenza medica, che va trattata il prima possibile.
Vengono principalmente utilizzati due approcci:
La riduzione manuale o chiusa deve essere effettuata entro 6 ore dall’evento traumatico, onde evitare o ridurre sensibilmente il rischio di osteonecrosi della testa del femore o altre complicazioni.
Viene effettuata sotto sedativo o in anestesia, in quanto riportare il femore in sede con queste procedure, essendo manuali, è particolarmente doloroso.
Si opera in genere quando la riduzione manuale non va a buon fine e quando vi sono:
È possibile dover ricorrere all’impianto di protesi d’anca in alcune tipologie di frattura o quando si verifica un’osteonecrosi della testa del femore a distanza dall’evento traumatico: il “periodo finestra”, ove il rischio di comparsa di necrosi ossea è maggiore, sono i primi 9 mesi dal trauma.
È un intervento molto comune, in quanto viene eseguito anche nei casi di coxartrosi, patologia che prevede l’usura della cartilagine dell’anca con l'avanzare dell’età.
Una volta ristabiliti i rapporti articolari, è fondamentale un periodo di immobilizzazione con un tutore adeguato per almeno un mese, seguito poi da un percorso riabilitativo.
A seguito del riposizionamento del femore nell’acetabolo, è assolutamente necessario fare attenzione ai movimenti di rotazione interna e di adduzione: questi, infatti, possono creare una situazione di instabilità dell’articolazione interessata.
Sarà molto utile, invece, rinforzare i seguenti muscoli:
Questi muscoli, ad eccezione dell’ileo psoas, arrivano fino al grande trocantere, mantenendo saldo il femore all’anca.
L’ileo psoas arriva, invece, al piccolo trocantere, risultando un muscolo responsabile della flessione della gamba e della colonna.
La riabilitazione è, quindi, fondamentale per riprendere il corretto movimento, rinforzando in modo specifico questi muscoli per rieducare correttamente l’articolazione.
