La riabilitazione dopo un intervento di protesi d'anca

La riabilitazione di una protesi d'anca è il processo che inizia nelle ore immediatamente successive l'intervento e dura per i successivi 2/3 mesi, tempo dopo il quale la piena soddisfazione nell'operazione è massima, anche se già dopo pochi giorni sarà possibile caminare ed avere un'autonomia sufficiente per svolgere le piccole attività quotidiane.

Questo articolo, dunque, avrà un focus specifico sui movimenti da evitare e su quelli consigliati per ottenere il massimo recupero funzionale durante il post-operatorio.

Iniziamo con un breve excursus sulle protesi d’anca disponibili, per poi approfondire i movimenti da evitare sempre nel periodo di riabilitazione.

La protesi d'anca

protesi anca

La scelta della protesi può essere differente in base alla gravità della coxartrosi (o della condizione che ha portato all’intervento) e alle richieste funzionali del paziente, optando alle volte per la sostituzione della sola testa del femore.

Il dolore all’anca e la mancanza di funzionalità sono, infatti, i principali criteri di scelta per la protesi, per cui si valuta:

  • l’artroprotesi (o protesi totale, che prevede la sostituzione sia della testa del femore che della fossa acetabolare, con un impianto diretto sull’osso iliaco);
  • l’endoprotesi (o protesi parziale, in cui viene sostituita la testa del femore con uno stelo).

L’endoprotesi viene spesso utilizzata nei pazienti anziani con basse richieste funzionali, in quanto meno invasiva; l’artroprotesi, invece, nei pazienti più giovani, con necessità articolari maggiori.

Infine, le protesi possono essere cementate quando si utilizza un particolare collante per mantenerle in sede o incastrate nell’osso, per cui si parla in questo caso di protesi non cementate.

Anche in questo caso la prima è generalmente indicata nei pazienti anziani od osteoporotici, mentre la seconda per i più giovani, richiedendo tempi di recupero più lunghi ma garantendo una durata maggiore.

A prescindere dalla scelta, il paziente gioca un ruolo attivo e fondamentale nel post-operatorio, in quanto deve prestare particolare attenzione a diversi movimenti, evitando comunque la sedentarietà completa.

La riabilitazione dopo l'intervento di protesi d'anca

È molto importante che il paziente sia consapevole del suo contributo nell’esito del trattamento chirurgico: questo è, infatti, fondamentale tanto quanto quello dell’equipe medica.

È dimostrato che seguire diligentemente le indicazioni nella fase di riabilitazione dopo una protesi d'anca, massimizzi il risultato ed acceleri il recupero fisico.

È importante, dunque, evitare alcuni movimenti che possono influire sulla corretta guarigione e, allo stesso tempo, riabituare l’articolazione al passo autonomo.

Movimenti da evitare con protesi d'anca

protesi anca movimenti da evitare

Specialmente nelle prime settimane dopo l’intervento di protesi d’anca, è bene evitare:

  • le flessioni dell’articolazione oltre i 90°;
  • i movimenti esterni di intrarotazione e abduzione, associati a massima flessione carico.

Nello specifico, dunque, per le prime 8/10 settimane sono necessari alcuni accorgimenti come:

  • non mettersi le scarpe e le calze da soli senza l’ausilio di un calzascarpe;
  • non dormire sul lato operato e senza cuscino tra le gambe (per impedire l’abduzione dell’articolazione);
  • non guidare;
  • non accavallare le gambe;
  • evitare le sedie basse.

È, inoltre, necessario utilizzare le stampelle per la deambulazione ed eliminare ogni ostacolo nelle zone in cui si vive, come tappeti, cera per pavimenti e oggetti.

Come sedersi e come alzarsi dalla sedia

come sedersi protesi anca

Considerando il movimento che viene effettuato, nei primi tempi sarà necessario prestare grande attenzione a come ci si siede.

La procedura più sicura prevede di:

  • posizionare la parte posteriore delle ginocchia a contatto con la sedia, tenendo le stampelle nella mano dell’anca operata;
  • caricare il peso sulla gamba sana, aiutandosi con le stampelle per mantenere l’equilibrio.

Per alzarsi dalla sedia, si procede allo stesso modo, ma in maniera inversa:

  • posizionare il piede del lato operato più lontano dell’altro;
  • avvicinarsi al bordo della sedia;
  • caricare il peso sulla stampella e sulla gamba non operata.

È molto importante, inoltre, evitare le sedie e le poltrone molto basse, in quanto possono causare una flessione eccessiva dell’articolazione.

Come salire e scendere dal letto

protesi anca come alzarsi dal letto

Quando si sale sul letto dopo una protesi d’anca, è importante fare attenzione a non sollecitare il lato operato.

Una volta seduti sul bordo:

  • fate scivolare le anche indietro, sostenendovi con le braccia;
  • portate le gambe sul letto sollevandole lateralmente, iniziando dal lato con la protesi.

Per scendere, si può ovviamente utilizzare la procedura opposta: far scivolare le gambe in modo che i talloni si posizionino fuori dal bordo del letto e sostenere il peso del corpo con le braccia fino a quando i piedi non toccano terra, quindi alzarsi facendo ancora leva sulle braccia.

È bene, infine, posizionare un cuscino tra le gambe durante la notte, in modo da evitare la flessione verso l’interno degli arti inferiori, che può portare a una lussazione dell’articolazione.

Come salire e scendere dalla macchina

protesi anca come salire in macchina

Prima di salire in macchina, dopo una protesi d’anca, sarebbe bene portare il sedile anteriore più lontano dalla plancia e reclinarlo leggermente, in modo da poter tenere la gamba operata completamente distesa.

Una volta effettuata questa operazione, la procedura più semplice prevede di:

  • avvicinare il retro delle ginocchia al sedile;
  • scendere con cautela, con la mano destra appoggiata al sedile e quella sinistra alla plancia.
  • tenere l’arto operato dritto durante tutta la fase.

Per scendere, invece, bisogna appoggiare prima di tutto i piedi per terra ed utilizzare le braccia proprio come per salire.

Altri movimenti da evitare

protesi anca movimenti da evitare

Oltre ai movimenti da non eseguire nei casi specifici sopra descritti, in generale è bene evitare:

  • la flessione dell’anca oltre i 90°;
  • di accavallare le gambe;
  • la rotazione verso l’interno degli arti inferiori;
  • sport che possono causare traumi diretti all’articolazione;
  • di chinarsi per raccogliere oggetti;
  • i movimenti di torsione del busto.

La rieducazione al passo

Nei primi giorni dopo l’intervento sarà necessario un aiuto per riprendere gradualmente a camminare.

Il recupero dell’autonomia nella deambulazione non è uguale per tutti e dipende da molti fattori, tra cui:

  • età;
  • peso;
  • prestanza fisica pre-operatoria.

È naturale che una muscolatura più forte permette un recupero migliore e più rapido: evitare la sedentarietà totale sia prima che dopo l’impianto garantisce, infatti, il massimo recupero funzionale.

Come utilizzare il deambulatore

come camminare dopo protesi anca

Il deambulatore va sempre posizionato avanti di un passo rispetto alle proprie gambe.

Il suo scopo è quello di sostenere la maggior parte del peso del corpo nel momento in cui dovrebbe invece essere caricato sulla gamba operata.

Quando il deambulatore viene spostato in avanti (con l’aiuto delle braccia) il peso del corpo deve quindi essere sostenuto dall’arto sano, alleviando il carico del lato operato.

Come usare le stampelle

come usare le stampelle

Anche per le stampelle vale lo stesso principio, servono a sostenere il peso invece di caricarlo sull’arto operato, che verrà spostato successivamente.

Quando si utilizza un solo supporto, si consiglia di posizionarlo nel lato sano, così da caricare il peso principalmente su quell’arto.

Salire e scendere le scale con le stampelle
protesi anca come fare le scale

Per salire le scale, bisogna prima portare su la gamba sana, poi quella operata e successivamente le stampelle.

Diversamente, per scendere bisognerà posizionare le stampelle nel gradino in basso, a seguire la gamba operata e poi quella sana.

Per ricordare in modo semplice:

  • si sale con l’arto sano;
  • si scende con l’arto operato.

Gli esercizi di riabilitazione dopo una protesi d'anca

Quando possibile, è utile iniziare ad eseguire alcuni degli esercizi già prima dell’operazione: alcuni di questi esercizi verranno riproposti anche nel programma e calendario della riabilitazione post-operatoria.

La riabilitazione inizierà il giorno stesso dell’intervento o al massimo il giorno successivo; è infatti noto che svolgere subito attività fisica (ovviamente leggera), oltre ad accelerare il recupero sia un fattore che protegge anche da eventuali complicanze post operatorie.

Programmi di fisioterapia

esercizi riabilitazione protesi anca

I programmi di fisioterapia devono essere seguiti con attenzione, associati agli esercizi e ai movimenti permessi e da evitare ogni giorno.

Questi, congiuntamente, hanno l’obiettivo di:

  • rinforzare la muscolatura;
  • migliorare la propriocezione dell’arto;
  • ottenere nuovamente la funzionalità dell’arto, nonché il carico completo e la deambulazione autonoma;
  • imparare ed interiorizzare una serie di movimenti per evitare lussazioni e usura precoce.

I tempi di recupero

Letto e considerato quanto sopra, i tempi di recupero possono variare da paziente a paziente, in base a:

  • età;
  • peso;
  • prestanza fisica;
  • diligenza nell’evitare i movimenti sconsigliati.

Il recupero completo, seguendo con scrupolo gli esercizi di riabilitazione, avviene generalmente dopo 2 o 3 mesi.

Se hai ancora dei dubbi sulla protesi d’anca, invece, ti consiglio di leggere questo approfondimento sulle domande più comune sull’impianto:

Protesi d’anca: le risposte alle domande che hai sull’intervento chirurgico.

dottor Federico Valli Chirurgo Ortopedico

dr. Federico Valli


Medico Chirurgo
Specializzato in Anca e Ginocchio

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