Sono sempre di più le persone che necessitano di un intervento per l’impianto di una protesi d’anca: di conseguenza, sempre più persone necessitano di un piano di riabilitazione al passo nel post-operatorio.

Questo articolo, dunque, avrà un focus specifico sui movimenti da evitare e su quelli consigliati per ottenere il massimo recupero funzionale nei tempi di recupero: ne consiglio la lettura completa.

Iniziamo con un breve excursus sulla coxartrosi e sulle protesi d’anca disponibili, per poi approfondire i movimenti da evitare sempre nel periodo di riabilitazione.

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La coxartrosi

artrosi anca

L’artrosi d’anca (chiamata anche coxartrosi) è una patologia di natura degenerativa, che affligge proprio le superfici articolari del femore e dell’anca, causando la degenerazione delle cartilagini.

Data dal naturale invecchiamento delle cellule del nostro corpo, è una patologia che può essere inizialmente rallentata e arrestata per lunghi periodi con terapie conservative, ma che nei casi più gravi richiede l’impianto di protesi d’anca.

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La protesi d’anca

endoprotesi anca

La scelta della protesi può essere differente in base alla gravità della patologia e alle richieste funzionali del paziente, optando alle volte per la sostituzione della sola testa del femore.

Si parlerà, dunque, di:

  • artroprotesi (o protesi totale, che prevede la sostituzione sia della testa del femore che della fossa acetabolare, con un impianto diretto sull’osso iliaco);
  • endoprotesi (o protesi parziale, in cui viene sostituita la testa del femore con uno stelo).

L’endoprotesi viene spesso utilizzata nei pazienti anziani con basse richieste funzionali, in quanto meno invasiva; l’artroprotesi, invece, nei pazienti più giovani, con necessità articolari maggiori.

Si tratta, comunque, di un intervento che costituisce uno standard di trattamento da quasi mezzo secolo, con altissime percentuali di successo e di soddisfazione dei pazienti.

Avere consapevolezza dell’iter terapeutico da svolgere, permette un recupero della funzionalità articolare migliore e in tempi più brevi.

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Riabilitazione protesi anca

È molto importante che il paziente sia consapevole del suo contributo nell’esito del trattamento chirurgico: questo è, infatti, fondamentale tanto quanto quello dell’equipe medica.

È dimostrato che seguire diligentemente le indicazioni in merito ad esercizi e comportamenti da tenere in fase di riabilitazione post-operatoria, massimizzi il risultato ed acceleri il recupero fisico.

Proprio per aiutare i pazienti in questo compito, ho deciso di mettere insieme alcuni suggerimenti per ottenere il miglior esito a seguito di un impianto di protesi.

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Protesi anca: movimenti da evitare

Specialmente nelle prime settimane successive all’intervento, è bene evitare:

  • le flessioni dell’articolazione oltre i 90°;
  • i movimenti esterni di intrarotazione e abduzione, associati a massima flessione carico.

Nello specifico, dunque, per le prime 8/10 settimane sono necessari alcuni accorgimenti come:

  • non mettersi le scarpe e le calze da soli senza l’ausilio di un calza-scarpe;
  • non dormire sul lato operato e senza cuscino tra le gambe (per impedire l’abduzione dell’articolazione);
  • non guidare;
  • non accavallare le gambe;
  • evitare le sedie basse.

Queste accortezze sono utili nelle prime settimane post-operatorie per evitare di stressare la nuova articolazione, in modo che si integri correttamente con le strutture adiacenti.

Nelle prime settimane dopo l’intervento, inoltre, sarà necessario utilizzare le stampelle per la deambulazione ed eliminare ogni ostacolo nelle zone in cui si vive, come tappeti, cera per pavimenti e oggetti.

Ora vedremo alcune azioni comuni che andranno riviste in questa condizione: potrete scaricare anche il file PDF in fondo all’articolo con tutte le indicazioni presenti a fine lettura, per scaricarlo e rivederlo in base alla vostra necessità.

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1) Come sedersi e come alzarsi dalla sedia

come sedersi protesi anca

Considerando il movimento che viene effettuato, nei primi tempi sarà necessario prestare grande attenzione a come ci si siede.

La procedura più sicura prevede di:

  • posizionare la parte posteriore delle ginocchia a contatto con la sedia, tenendo le stampelle nella mano dell’anca operata;
  • caricare il peso sulla gamba sana, aiutandosi con le stampelle per mantenere l’equilibrio.

Per alzarsi dalla sedia, si procede allo stesso modo, ma in maniera inversa:

  • posizionare il piede del lato operato più lontano dell’altro;
  • avvicinarsi al bordo della sedia;
  • caricare il peso sulla stampella e sulla gamba non operata.

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2) Come salire e scendere dal letto

protesi anca come alzarsi dal letto

Quando si sale sul letto dopo una protesi d’anca, è importante fare attenzione a non sollecitare il lato operato.

Una volta seduti sul bordo:

  • fate scivolare le anche indietro, sostenendovi con le braccia;
  • portate le gambe sul letto sollevandole lateralmente, iniziando dal lato con la protesi.

Per scendere, si può ovviamente utilizzare la procedura opposta: far scivolare le gambe in modo che i talloni si posizionino fuori dal bordo del letto e sostenere il peso del corpo con le braccia fino a quando i piedi non toccano terra, quindi alzarsi facendo ancora leva sulle braccia.

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3) Come salire e scendere dalla macchina

Prima di salire in macchina, dopo una protesi d’anca, sarebbe bene portare il sedile anteriore più lontano dalla plancia e reclinarlo leggermente, in modo da poter tenere la gamba operata completamente distesa.

Una volta effettuata questa operazione, la procedura più semplice prevede di:

  • avvicinare il retro delle ginocchia al sedile;
  • scendere con cautela, con la mano destra appoggiata al sedile e quella sinistra alla plancia.
  • tenere l’arto operato dritto durante tutta la fase.

Per scendere, invece, bisogna appoggiare prima di tutto i piedi per terra ed utilizzare le braccia proprio come per salire.

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La rieducazione al passo

Nei primi giorni dopo l’intervento sarà necessario un aiuto per riprendere gradualmente a camminare.

Il recupero dell’autonomia nella deambulazione non è uguale per tutti e dipende da molti fattori, tra cui:

  • età;
  • peso;
  • prestanza fisica pre-operatoria.

È naturale che una muscolatura più forte possa permettere un recupero più veloce e migliore: evitare la sedentarietà totale sia prima che dopo l’impianto garantirà, infatti, il massimo recupero funzionale.

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1) Come utilizzare il deambulatore

come camminare dopo protesi anca

Il deambulatore va sempre posizionato avanti di un passo rispetto alle proprie gambe.

Il suo scopo è quello di sostenere la maggior parte del peso del corpo nel momento in cui dovrebbe invece essere caricato sulla gamba operata.

Quando il deambulatore viene spostato in avanti (con l’aiuto delle braccia) il peso del corpo deve quindi essere sostenuto dall’arto sano, alleviando il carico del lato operato.

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2) Come usare le stampelle

come usare le stampelle

Anche per le stampelle vale lo stesso principio, servono a sostenere il peso invece di caricarlo sull’arto operato, che verrà spostato successivamente.

Quando si utilizza un solo supporto, si consiglia di posizionarlo nel lato sano, così da caricare il peso principalmente su quell’arto.
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3) Salire e scendere le scale con le stampelle

protesi anca come fare le scale

Per salire le scale, bisogna prima portare su la gamba sana, poi quella operata e successivamente le stampelle.

Diversamente, per scendere bisognerà posizionare le stampelle nel gradino in basso, a seguire la gamba operata e poi quella sana.

Per ricordare in modo semplice:

  • si sale con l’arto sano;
  • si scende con l’arto operato.

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Esercizi pre-operatori e post-operatori

Quando possibile, è utile iniziare ad eseguire alcuni degli esercizi già prima dell’operazione: alcuni di questi esercizi verranno riproposti anche nel programma e calendario della riabilitazione post-operatoria.

La riabilitazione inizierà il giorno stesso dell’intervento o al massimo il giorno successivo; è infatti noto che svolgere subito attività fisica (ovviamente leggera), oltre ad accelerare il recupero sia un fattore che protegge anche da eventuali complicanze post operatorie.

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Protesi anca: tempi di recupero

Letto e considerato quanto sopra, i tempi di recupero possono variare da paziente a paziente, in base a:

  • età;
  • peso;
  • prestanza fisica;
  • diligenza nell’evitare i movimenti sconsigliati.

Il recupero completo, seguendo con scrupolo gli esercizi di riabilitazione, avviene dopo 2 o 3 mesi.

Se hai ancora dei dubbi sulla protesi d’anca, invece, ti consiglio di leggere questo approfondimento sulle domande più comune sull’impianto:

Protesi d’anca: le risposte alle domande che hai sull’intervento chirurgico.

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