Le infiltrazioni di PRP e Lipogems® all’anca sono tecniche di medicina rigenerativa, la quale studia continuamente nuove possibilità applicative in tessuti che normalmente non sono interessati dai naturali processi riparativi del nostro organismo, come nelle articolazioni di anca e ginocchio.

Queste, infatti, sono articolazioni particolarmente soggette a deterioramento, in quanto:

  • sostengono giornalmente il nostro peso corporeo;
  • ricoprono un ruolo fondamentale nella deambulazione;
  • gli stress a cui sono sottoposte favoriscono la degenerazione della cartilagine: coxartrosi e gonartrosi.

In qualità di responsabile della medicina rigenerativa dell’unità CASCO dell’Istituto Ortopedico Galeazzi, trovo estremamente importante informare sulle opportunità che PRP e Lipogems offrono, specialmente nelle prime fasi della degenerazione cartilaginea o di condizioni patologiche che possono causare dolore, che non richiedono necessariamente l’intervento chirurgico.
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La medicina rigenerativa

medicina rigenerativa anca

Lo sviluppo di nuove tecnologie spesso permette di utilizzarle in ambiti diversi con successo: la medicina rigenerativa è nata, infatti, nell’ambito della chirurgia plastica, con lo scopo di aiutare la guarigione dei pazienti vittime di ustioni.

Da una decina di anni circa si utilizza con soddisfacenti risultati anche in ambito ortopedico, in cui si presenti la necessità di favorire un processo di rigenerazione di tessuti deteriorati.

Nonostante vi siano molti aspetti ancora in fase di studio, si tratta di procedure sicure, che si basano sull’infiltrazione di cellule autologhe, ossia prelevate dallo stesso paziente, che vengono trattate ed utilizzate in alte concentrazioni.

Esistono ovviamente delle differenze fra le diverse tecniche, più adatte a determinati scopi o per essere utilizzate in differenti tipologie di paziente.
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PRP e Lipogems®

È importante chiarire che le tecniche attualmente adoperate, ovvero PRP e Lipogems®, sono utili contemporaneamente in due modi diversi:

  • controllano l’infiammazione articolare;
  • stimolano la guarigione dei tessuti cartilaginei.

L’efficacia di quest’ultimo meccanismo dipende, tuttavia, dall’effettivo potenziale di rigenerazione dei tessuti stessi, che risulta essere più elevato in casi di degenerazione moderata e può essere quasi inesistente in caso di coxartrosi avanzata.

Per questo motivo, in quest’ultima categoria di pazienti, è più probabile che la medicina rigenerativa produca risultati assai più limitati, seppur comunque apprezzabili in termini di invasività.
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PRP anca: plasma ricco di piastrine

prp anca

Il Plasma Ricco di Piastrine (PRP) è un preparato che si ottiene attraverso un prelievo di sangue del paziente, che viene poi sottoposto a centrifugazione per liberarlo dalle impurità ed aumentarne la concentrazione.

Le piastrine contengono i fattori di crescita, particolari proteine che:

  • stimolano la proliferazione e la maturazione cellulare;
  • promuovono la riparazione dei tessuti a seguito di una lesione.

Viste le sue peculiari caratteristiche, le iniezioni con PRP all’anca consentono di migliorare il processo riparativo, in modo da ridurre il dolore all’anca e i tempi di recupero in caso di intervento.

Gli effetti del PRP all’anca si potranno constatare nell’arco di qualche settimana, il tempo necessario al pieno assorbimento della terapia da parte dell’articolazione interessata.
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Lipogems® anca: cellule staminali da tessuto adiposo

lipogems anca

Il trattamento con Lipogems non è molto diverso dal precedente, almeno dal punto di vista del paziente.

La differenza più evidente è che il prelievo riguarda il tessuto adiposo, attraverso una piccola liposuzione atta all’ottenimento di cellule staminali mesenchimali.

Queste vengono purificate dalle componenti infiammatorie e vengono infiltrate direttamente nella anca o nell’articolazione d’interesse, in maniera analoga al PRP: anche in questo caso, i risultati si stabilizzano dopo qualche settimana.

Le cellule staminali mesenchimali sono cellule indifferenziate multipotenti, ovvero che non possiedono ancora una specifica funzione, per cui possono essere differenziate e dar luogo a cellule di diverso tipo.

Una volta differenziate, vengono infiltrate direttamente sull’articolazione dell’anca: il paziente a questo punto viene fatto muovere subito, in modo da modellare le cellule in base ai movimenti articolari.

Dall’efficacia maggiore rispetto a tecniche che venivano utilizzate in passato (come la coltivazione in vitro di campioni di cartilagine), il trattamento con Lipogems® all’anca risulta essere più rapido e meno invasivo rispetto alle tecniche passate, anche se rispetto al PRP che può essere infiltrato in ambulatorio, il Lipogems all’anca necessita della sala operatoria proprio per la modalità di prelievo (liposuzione).
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Il ruolo della medicina rigenerativa nella coxartrosi

medicina rigenerativa coxartrosi

L’utilizzo di PRP e Lipogems trova utilizzo anche nei pazienti:

  • per lenire il dolore;
  • indurre una guarigione quantomeno parziale;
  • non candidabili alla chirurgia perché troppo anziani.

Vengono, invece, utilizzate efficacemente nei pazienti che soffrono di coxartrosi nella fase iniziale, allo scopo di scongiurare la necessità di un intervento di impianto della protesi o almeno allontanarla sensibilmente nel tempo.

Non esistono, almeno a mio parere, candidati ideali per la medicina rigenerativa.

Utilizzate nella maniera giusta, affidandosi ad uno specialista esperto, le infiltrazioni PRP e Lipogems® hanno comunque un effetto apprezzabile sulla grande maggioranza dei pazienti e la loro scarsa invasività minimizza la possibilità di effetti secondari fastidiosi.

L’unica perplessità, come abbiamo già accennato, rimane sui pazienti di età avanzata, che talvolta non hanno particolari benefici.

Esistono ovviamente dei casi in cui la medicina rigenerativa non è indicata, come nei pazienti affetti da malattie autoimmuni, tumori o infezioni: in questi casi effettuare il trattamento potrebbe essere addirittura pericoloso.

I veri limiti delle tecniche rigenerative sono però legati all’avanzamento del processo di degenerazione, che è difficilissimo invertire o arrestare quando si raggiunge un determinato livello, per cui non è possibile incentivare la riparazione cartilaginea quando l’articolazione è deteriorata oltre un certo limite.

La degenerazione articolare che porta alla coxartrosi è un processo irreversibile, dovuto al trascorrere del tempo ed alla naturale usura della cartilagine.

La medicina rigenerativa non può, dunque, essere la soluzione definitiva al problema: può rallentare o arrestare per qualche tempo la coxartrosi e, in pazienti giovani, può persino farla regredire significativamente.

In futuro sarà forse possibile che l’efficacia delle tecniche utilizzate aumenti e sia possibile ottenere risultati ancora migliori; è tuttavia giusto spiegare che attualmente l’unica soluzione decisiva al problema della coxartrosi sintomatica non responsiva alle terapie farmacologiche e fisioterapiche, almeno per la maggioranza dei pazienti, è rappresentata dalla sostituzione delle parti anatomiche danneggiate con protesi d’anca.
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