Il dolore all’anca è un sintomo che accompagna diverse condizioni: spesso può non essere necessariamente legato all’articolazione in sé, ma ad altri fattori.
In questo articolo analizzeremo cosa può portare dolore all’anca: data la genericità dell’argomento, durante la lettura troverete degli approfondimenti sulle varie sezioni, che potrete esplorare cliccando sui link qui sopra.
Iniziamo ora con le cause che possono portare a un dolore dell’anca.
Quando si riscontrano i primi dolori all’anca, la domanda spontanea è: “cosa potrebbe essere?”.
Spesso le cause vanno ricercate in altre parti del corpo, ma bisogna valutare bene ogni aspetto, cosa che solo un medico può fare.
Le principali cause di dolore all’anca possono essere:
Bisogna fare una distinzione: quando il dolore viene percepito a livello inguinale, è molto probabile che la disfunzione sia relativa all'anca; quando, invece, viene percepito in regione laterale del femore, è molto probabile che ci siano problematiche tendinee e infiammatorie.
Inoltre, quando il dolore viene percepito nella regione posteriore dell'anca (i glutei), il dolore ha probabilmente un'origine lombare.
Queste cause vanno ricercate nell’intera storia clinica del paziente, che può aver avuto dei problemi anche lontani nel tempo, prestando quindi attenzione al quadro nella sua interezza.
Quando il dolore insorge rapidamente, ci si può trovare davanti a un’artrite infiammatoria o ad un’infezione; quando invece viene percepito solo di notte, ci si può trovare davanti a un caso di trocanterite, ovvero a un’infiammazione del trocantere.
In età più avanzata, spesso il dolore è causato dall’artrosi dell’anca, conosciuta anche come coxartrosi, e le soluzioni possono essere diverse in base alla gravità della condizione.
L'artrosi d'anca è un processo degenerativo che insorge in età avanzata ed interessa la cartilagine articolare.
In genere la cartilagine si usura con il passare del tempo e le ossa che vengono agevolate nel movimento dalla cartilagine articolare – il femore e la fossa acetabolare, la parte cava dell’osso dell’anca – si avvicinano, fino al contatto.
Spesso il dolore all’anca si espande anche all inguine e alla coscia: più raramente si ha un irradiamento al gluteo.
I primi sintomi dell’artrosi d’anca sono:
Quando si presentano questi sintomi, è importante prenotare una visita specialistica per poter analizzare subito la situazione del paziente.
All’insorgenza della coxartrosi si utilizzano farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e sedute di fisioterapia per combattere il dolore.
Questo tipo di terapia è molto utile nel breve periodo, meno per quanto riguarda il lungo termine: spesso la soluzione in alcuni casi è l’impianto di protesi d’anca, che permette al paziente di tornare ad una vita senza dolore.
Negli ultimi anni gli studi di medicina rigenerativa hanno permesso di nuovi risultati di alto livello.
In quanto responsabile di Medicina Rigenerativa dell’Unità C.A.S.C.O. dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, studio in prima persona i risultati di queste soluzioni, che adesso vedremo insieme.
Le soluzioni di medicina rigenerativa che oggi permettono di avere dei risultati ottimali sono:
L’importanza di queste soluzioni risiede nella proprietà rigenerativa che inducono, ma soprattutto, nella loro sede: il nostro corpo.
Infatti, sia PRP che le cellule mesenchimali staminali si ottengono tramite prelievi (nel primo caso di sangue, nel secondo di tessuto adiposo) dal paziente.
La sostanza, dopo il prelievo, si processa e si iniettata nella zona interessata, incentivando tre azioni:
L'azione stimolante si effettua tramite intermediari cellulari (interleuchine, citochine) e il processo rigenerativo varia profondamente in base alle condizioni dell'articolazione.
Il PRP (plasma ricco di piastrine, dall’inglese Platelet Rich Plasma) permette di creare un gel, chiamato gel piastrinico, con un prelievo di sangue dal paziente stesso.
Attraverso una processazione del sangue, è possibile ottenere un preparato con una concentrazione di fattori di crescita molto elevato.
In genere, per questa soluzione di medicina rigenerativa, si richiedono al paziente diverse applicazioni, che si svolgono in ambiente ambulatoriale: i risultati saranno visibili dopo qualche settimana dall’ultima seduta.
Le cellule mesenchimali staminali vengono ottenute diversamente dal PRP: la procedura viene eseguita in sala operatoria.
La motivazione non risiede nella difficoltà d’esecuzione, quanto nelle modalità di ottenimento del tessuto adiposo: questo si ottiene tramite una piccola liposuzione dal paziente, che necessita necessariamente di strumenti diversi.
Il Lipogems, quindi, sfrutta le proprietà rigenerative del tessuto adiposo, selezionando le cellule multipotenti che possono incentivare la rigenerazione nella parte interessata all’artrosi.
Allo stesso modo del PRP, una processazione permette la separazione delle cellule mesenchimali staminali, un procedimento che - tra liposuzione, processazione e iniezione – ha una durata complessiva compresa tra i 15 e i 20 minuti.
Queste soluzioni appena elencate possono risolvere il problema in caso di:
Nei casi più gravi di coxartrosi, spesso si ricorre alla soluzione chirurgica, salvo alcuni casi che valuterà il chirurgo.
La protesi d’anca è un dispositivo che viene utilizzato in caso di degenerazione avanzata dell’articolazione dell’anca.
Si utilizza quando il dolore e il danno all’articolazione sono importanti: in base alla condizione si può optare per una protesi totale o una protesi parziale.
Per saperne di più su materiali, tipologie e fasi dell’intervento, potete leggere un mio approfondimento.
Il dolore all’anca può essere un disturbo molto fastidioso, soprattutto se si ignora il problema e se si protrae a lungo: l’importanza di una visita specialistica è fondamentale per poter capire qual è la condizione del paziente ma, soprattutto, qual è la terapia giusta da intraprendere.
