La cartilagine è un tipo di tessuto connettivo che ha delle caratteristiche particolari: è solido e liscio ma è anche molto più flessibile e capace di deformarsi, per esempio, rispetto al tessuto osseo.

La cartilagine rappresenta una buona percentuale del materiale che costituisce le ossa dei bambini, mentre nelle persone adulte è presente soprattutto nelle vicinanze delle superfici articolari.

Il suo ruolo nella salute delle articolazioni è molto importante, perché le sue caratteristiche permettono di minimizzare l’attrito che si genera quando le superfici scivolano le une contro le altre e di ammortizzare i piccoli traumi cui sono esposte le articolazioni quando ci muoviamo.

Il motivo principale per cui le persone più anziane sono più soggette a problemi articolari è proprio la naturale degenerazione delle cartilagini, dovuta all’invecchiamento cellulare.

L’aumento degli attriti fra superfici e le conseguenti infiammazioni possono infatti determinare la gonartrosi, una condizione patologica che causa dolore e difficoltà nel muovere l’articolazione o le articolazioni che ne sono interessate.
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Il ginocchio e la cartilagine

Il ginocchio è un complesso articolare formato da due diverse articolazioni:

  • quella fra femore e tibia, due delle ossa più grandi del nostro corpo;
  • quella fra femore e rotula.

La cartilagine gioca quindi un ruolo fondamentale nella sua salute, perché contribuisce a proteggere gli elementi che, come i tendini ed i legamenti, permettono la stabilità delle articolazioni.

Quando la cartilagine si danneggia, tendini, legamenti e muscoli sono sottoposti a stress maggiori, non solo quando si pratica attività fisica ma anche durante le normali attività quotidiane.

Con il tempo, lo stress articolare causa un graduale danneggiamento di tutte le strutture ed in casi gravi può determinare il blocco dell’articolazione o, al contrario, l’incapacità di muscoli e tendini di mantenere l’articolazione nella sua normale posizione (instabilità articolare).

Se la patologia interessa il ginocchio, in entrambi i casi può avere un forte impatto sulla qualità della vita del paziente, che avrà serie difficoltà a camminare autonomamente.
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Le cause delle lesioni traumatiche alla cartilagine articolare

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I danni al tessuto cartilagineo hanno due cause principali:

  • la naturale usura dovuta all’invecchiamento delle cellule, che interessa soprattutto le persone non più giovani. In questi casi, infatti, la gonartrosi di solito si manifesta dopo i 60 anni;
  • i traumi: sia quelli più importanti che quelli che, pur essendo meno evidenti, si sono ripetuti molte volte nel tempo. Questa causa può ovviamente interessare le persone di qualsiasi età.

Nell’identificare i danni alle cartilagini, l’esame diagnostico più affidabile è la risonanza magnetica, che comunque non sempre consente di valutarne correttamente l’entità.

Per questo, in presenza di dolore al ginocchio l’esplorazione artroscopica è l’unico modo di effettuare una valutazione sicura dei danni ai tessuti e quindi del reale stato di salute dell’articolazione.
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Le tipologie di lesione

Il ginocchio, proprio per via della sua funzione è dotato di quattro piccole strutture cartilaginee, i menischi, che sono di fondamentale importanza per la corretta distribuzione dei carichi e per l’ammortizzazione delle forze cui è sottoposto.

I menischi sono particolarmente sollecitati per esempio quando effettuiamo un rapido cambio di direzione, o ancora quando sfruttiamo la forza delle nostre gambe per saltare, sia nella fase di spinta che in quella di atterraggio. Per questo gli infortuni dei menischi sono particolarmente frequenti in chi pratica attività sportive agonistiche.

L’estremità inferiore del femore normalmente è ricoperta di tessuto cartilagineo, che si può danneggiare a sua volta; questo capita più spesso in conseguenza di traumi o danni alle altre superfici.

Il ginocchio è infatti da considerare come un elemento anatomico unico, nel quale lo squilibrio derivante dal danneggiamento di uno degli elementi influenza in modo inevitabile la salute degli altri.

Anche le cartilagini che proteggono la rotula possono danneggiarsi e dare luogo alla sindrome femoro-rotulea, una condizione che è abbastanza frequente anche in età giovanile (fra i 30 ed i 50 anni).

Questa sindrome di solito causa dolore nella zona anteriore del ginocchio e può a sua volta degenerare in artrosi.
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I sintomi e l’importanza di una diagnosi precoce in artroscopia

La natura degenerativa dell’artrosi, che tende a progredire lentamente ma in modo costante, suggerisce che, in caso di sospette lesioni alle strutture articolari delle ginocchia, effettuare una diagnosi precoce ed accurata permetta di trattarle con un approccio meno invasivo, quindi di risolvere più rapidamente il problema.

Con il passare del tempo, infatti, le lesioni ed il grado di degenerazione dell’articolazione non possono che peggiorare, rendendo necessari trattamenti più articolati e complessi che richiedono tempi allungati per ottenere un risultato definitivo.

Poiché l’approccio artroscopico è l’unico in grado di garantire la piena accuratezza della diagnosi, se i sintomi suggeriscono la possibilità che vi siano lesioni, consiglio quasi sempre di utilizzarlo prima possibile.

In questo modo sarà più probabile che lo specialista sia in grado di risolvere la patologia attraverso terapie conservativi (come i trattamenti di medicina rigenerativa che descriverò di seguito), senza che vi sia la necessità di intervenire con un trattamento chirurgico.
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La terapia di visco-integrazione

Fra i metodi più utilizzati per il trattamento delle lesioni del ginocchio c’è la terapia di visco-integrazione, che consiste nell’infiltrazione di acido ialuronico nella cartilagine del ginocchio, che viene iniettata direttamente nell’area interessata.

Si tratta di una soluzione che funziona piuttosto bene nel minimizzare l’attrito fra superfici articolari deteriorate ed ha una efficacia abbastanza prolungata nel tempo.

Questo tipo di trattamento, come le metodiche di medicina rigenerativa, è però pienamente efficace solo nelle fasi iniziali della patologia.

Si può utilizzare nelle fasi più avanzate ma ha il solo effetto di alleviare i sintomi. Può comunque essere utile nel caso non sia consigliabile procedere all’intervento chirurgico.
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Il ruolo della medicina rigenerativa nelle lesioni cartilaginee

La medicina rigenerativa è basata sul concetto di amplificazione del potenziale rigenerativo dei tessuti.

È ovvio quindi che la sua efficacia sia legata al fatto che vi sia un effettivo potenziale rigenerativo dal quale partire.

Di conseguenza, generalmente è più efficace in soggetti giovani e comunque andrebbe utilizzata nei casi in cui la degenerazione delle cartilagini è lieve o moderata.

Inoltre, essendo basata su metodiche relativamente nuove, i suoi meccanismi non sono ancora perfettamente conosciuti e non è quindi sempre possibile prevedere quanto saranno efficaci le terapie che vengono utilizzate.

Di seguito, analizziamo sinteticamente le due tecniche principalmente consigliate per le lesioni che riguardano le cartilagini articolari.
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PRP ginocchio e lesioni cartilaginee

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Il Plasma Ricco di Piastrine (PRP), anche detto “gel piastrinico”, è un concentrato di piastrine ottenuto attraverso la centrifugazione del sangue prelevato dal paziente stesso.

Il PRP viene poi nuovamente iniettato nella parte interessata dalla lesione.

Di solito, si effettuano più applicazioni di gel piastrinico al ginocchio, distribuite nell’arco di qualche settimana; gli effetti del trattamento si possono apprezzare dopo 2-3 mesi dalla prima seduta.

I vantaggi di questa tecnica sono nella scarsissima invasività della procedura, che è semplice da effettuare e può essere ripetuta un numero elevato di volte, e nell’elevato potenziale antinfiammatorio, che si aggiunge a quello rigenerativo nel determinare un risultato ottimale.
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Lipogems ginocchio e lesioni cartilaginee

L’altra tecnica utilizzabile per le lesioni della cartilagine del ginocchio si basa invece sull’infiltrazione di cellule staminali di tipo adiposo (Lipogems), solitamente prelevate dall’addome o dalle cosce del paziente per mezzo di una piccola liposuzione.

Rispetto al PRP, questa tecnica è caratterizzata da maggiore invasività perché è necessario che la liposuzione sia effettuata in sala operatoria.

Tuttavia, dai risultati degli studi già condotti, sembrerebbe che l’infiltrazione con Lipogems fosse più efficace di quella con PRP nelle persone più anziane, che hanno un potenziale rigenerativo inferiore.

In attesa di ulteriori evidenze, è bene precisare nuovamente che la medicina rigenerativa non può costituire una soluzione definitiva in quei casi in cui l’artrosi è già troppo avanzata.

Ai pazienti le cui ginocchia soffrono di degenerazione più avanzata dovrebbe essere proposto l’intervento di protesi di ginocchio, a meno che lo specialista non riscontri indicazioni contrarie alla procedura.
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