Il dolore al ginocchio è un problema molto frequente e che può interessare persone di ogni fascia di età, dall’infanzia alla vecchiaia, passando per l’adolescenza e l’età adulta. Il ginocchio è infatti un complesso articolare che viene utilizzato quotidianamente da tutti noi per moltissime attività che, specialmente quando non abbiamo problemi, diamo per scontate.

Le cause del dolore al ginocchio possono essere moltissime: traumi, usura, calcificazioni, danni alle cartilagini, alle rotule, ai menischi. Riposo e trattamenti medici come l’assunzione di farmaci antinfiammatori sono spesso sufficienti per risolvere il problema. In alcuni casi più seri può invece capitare che si renda necessario l’intervento del chirurgo ortopedico: quando le ginocchia non funzionano bene, la qualità della vita e l’autonomia del paziente possono esserne sensibilmente compromesse.
Torna in Cima

Anatomia del ginocchio

Parlando del ginocchio, ho utilizzato il termine “complesso articolare” proprio perché, in realtà, le articolazioni che compongono il ginocchio sono due: quella fra femore e rotula e quella fra tibia e femore. Quest’ultima è particolarmente delicata perché deve sostenere la maggior parte del peso dell’organismo ma anche perché ha la peculiarità che una superficie quasi piatta, quella della tibia, si articoli con le due parti terminali del femore, che sono convesse.

Questo è il motivo per cui esistono i menischi, strutture cartilaginee che servono proprio a favorire lo scorrimento reciproco delle superfici ossee. L’articolazione fra tibia e femore è tenuta insieme dai due legamenti crociati, che prendono questo nome per il fatto che s’incrociano fra loro, garantendo stabilità ed impedendo il disallineamento fra coscia e gamba.
Torna in Cima

Protesi di ginocchio: cause traumatiche e artrosiche

Come ho detto, dolore ed instabilità ginocchio possono derivare da molte cause, spesso concorrenti. È però possibile, a grandi linee, operare una distinzione fra il dolore che origina principalmente da un trauma [per esempio determinato da una caduta o da un movimento azzardato] e quello che ha una genesi derivante dalla gonartrosi ovvero dalla lenta usura causata dal passare del tempo e dall’invecchiamento dei tessuti.

Un trattamento come l’impianto chirurgico di una protesi al ginocchio è indicato quando l’impossibilità di risolvere il dolore e l’instabilità articolare [ovvero la capacità di mantenere l’articolazione nella sua posizione naturale] ne suggeriscano la necessità.

Si ricorre a questo tipo di intervento quando le strutture anatomiche sono troppo usurate dall’artrosi o non è più possibile ricostruirle chirurgicamente a causa del trauma subito. Lo scopo della chirurgia per l’impianto della protesi è proprio risolvere i problemi di dolore, articolarità e instabilità nei casi in cui non sia possibile farlo in altro modo.
Torna in Cima

candidati-protesi-ginocchio

I soggetti più a rischio

La grande maggioranza delle persone che si debbono sottoporre all’intervento di protesi del ginocchio sono nella fascia di età fra i 50 e gli 80 anni, dal momento che l’artrosi del ginocchio, piuttosto comune, è per l’appunto legata all’invecchiamento. Per la natura degenerativa di questa patologia, la protesi rappresenta l’unica soluzione definitiva a questo problema.

D’altra parte, non è purtroppo infrequente che pazienti più giovani che hanno subito un trauma importante [per esempio un incidente stradale o un infortunio sportivo particolarmente serio] siano candidati a questo tipo di intervento in età ben più precoce.
Torna in Cima

Visita specialistica: gli esami

È proprio il dolore, di solito, il punto di partenza dell’indagine. Lo specialista si basa spesso su quanto riferisce il paziente rispetto ai sintomi per indirizzarlo verso esami diagnostici approfonditi ed ottenere una conferma della valutazione clinica e, nel caso dell’artrosi, dello stato di avanzamento della patologia.

Alla radiografia, se possibile da eseguire con il ginocchio in carico, ovvero in posizione eretta, si possono affiancare TAC e risonanza magnetica che servono a valutare lo stato di compromissione dei tessuti di tendini e cartilagini. Una volta definiti i contorni del problema, il medico procede ad una valutazione dei risultati desiderati sulla base delle esigenze del paziente e delle possibili strategie terapeutiche.
Torna in Cima

La protesi di ginocchio monocompartimentale

A seconda dei danni che sono riscontrati dagli esami diagnostici, lo specialista valuta la migliore opzione per il caso specifico. Talvolta si può evitare la completa sostituzione dell’articolazione ed è possibile risparmiare alcune strutture, non intaccate dal trauma o dall’artrosi. In questi casi, se ritiene che la soluzione abbia ottime possibilità di riuscita, il medico può proporre di sostituire solo la parte danneggiata.

Si tratta di protesi di piccole dimensioni, che spesso possono essere impiantate con procedura mini-invasiva, attraverso un incisione di pochi centimetri. In questo caso è molto importante che il chirurgo abbia l’esperienza necessaria per scegliere la protesi più adatta fra quelle disponibili sul mercato.

Di solito il paziente è in grado di alzarsi e camminare [con le stampelle] già il giorno successivo all’intervento, o al massimo due giorni dopo; entro un mese tornerà a muoversi in piena autonomia e sarà in grado di praticare attività fisica leggera.
Torna in Cima

Gonartrosi: la protesi totale di ginocchio

L’impianto di protesi monocompartimentale è però inadatto se l’artrosi o il trauma subito interessano la totalità [o quasi] delle superfici articolari. Quando la valutazione delle condizioni del paziente suggerisce che sia necessario sostituire l’intero complesso articolare, si utilizzano altri tipi di protesi che sono detti bi- e tricompartimentali o, più comunemente, protesi totali.

Quando viene impiantata una protesi totale il recupero dopo l’intervento chirurgico è lievemente più lento, ma la ripresa delle comuni attività quotidiane avviene comunque entro 45 giorni dall’intervento.
Torna in Cima

La durata di una protesi

Le prime protesi al ginocchio sono state utilizzate più di mezzo secolo fa, nel 1968. Da allora, la tecnologia ha fatto parecchia strada e si può dire che le protesi prodotte attualmente siano costruite per avere un ciclo di vita ben oltre i limiti di quelle che venivano impiantate con i primi interventi di questo genere. Allo stato attuale delle cose, si può pensare con fiducia che la durata media delle protesi di buona qualità sia intorno ai 15/20 anni.

D’altra parte, l’intervento di revisione è piuttosto complesso: è per questo che nei pazienti giovani si tende a rimandare l’intervento per quanto possibile. La mia opinione è che questa strategia sia corretta solo fino a quando non limiti la qualità di vita per via del dolore o della mancata funzionalità del ginocchio.
Torna in Cima

peso-protesi-ginocchio

Cosa fare prima di un intervento di protesi di ginocchio

Di solito, dal momento in cui l’intervento viene deciso a quello dell’operazione vera e propria trascorre qualche tempo; in ogni caso, elenco alcuni semplici accorgimenti che è utile seguire per prepararsi al meglio al proprio intervento.

  • Perdere peso: il peso in eccesso favorisce l’usura delle cartilagini e può essere un fattore di rischio per l’artrosi del ginocchio [e per molte altre patologie]. Sempre per motivi “meccanici” costituisce un fattore usurante per la protesi che sarà impiantata e ne abbrevia la durata.
  • Sospendere l’assunzione di farmaci antinfiammatori, progesterinici [per esempio la pillola anticoncezionale] ed antiaggreganti che possono aumentare i rischi durante l’intervento. È bene consultare il chirurgo per qualsiasi dubbio in merito e concordare con lui qualsiasi prescrizione farmacologica nel periodo fra i trenta giorni precedenti ed i trenta giorni successivi alla chirurgia.
  • Smettere di fumare o per lo meno ridurre significativamente la quantità di sigarette è altrettanto utile a ridurre le possibilità di complicanze successive all’intervento.

Torna in Cima

Come viene eseguito l’intervento di protesi di ginocchio

Nel caso sia possibile effettuare una sostituzione parziale delle superfici articolari [protesi monocompartimentale] è sempre più spesso possibile effettuare l’intervento con procedura mini-invasiva, che ha il vantaggio di velocizzare i tempi di recupero e lasciare sul ginocchio una cicatrice più piccola, che ha un minore impatto estetico. Se è invece necessario l’impianto di protesi totale, è più raro [ma non impossibile] che sia possibile applicare una simile procedura.

Il paziente viene di solito ricoverato la sera precedente all’intervento, avendo già eseguito in fase di pre-ricovero qualche settimana prima tutti gli accertamenti e cominciare la preparazione. Per l’impianto della protesi totale, la procedura ha una durata varabile fra una e due ore; l’incisione si effettua sulla parte anteriore del ginocchio ed è lunga circa quindici centimetri. Se si utilizza invece la tecnica mini-invasiva i tempi sono più brevi e l’incisione è ovviamente molto più limitata (2-5 cm).
Torna in Cima

Possibili complicazioni

Il tasso di complicanze a seguito di questo tipo di interventi chirurgici è piuttosto basso. La prevenzione della formazione di trombi attraverso la profilassi anticoagulante ne ha ridotto significativamente le probabilità ed anche le possibilità che si sviluppino infezioni o lesioni neurovascolari nell’area interessata dalla procedura sono circoscritte.
Torna in Cima

Il protocollo post-operatorio

La natura dell’intervento richiede che la pianificazione della riabilitazione post-operatoria e l’impegno che è richiesto al paziente per effettuarla correttamente siano della massima importanza per la buona riuscita del trattamento. La durata della degenza ospedaliera è di solito di 7-10 giorni e serve per l’appunto a mettere il paziente sul “binario giusto”, oltre che a verificare che non si sviluppino complicanze. La fisioterapia è un elemento importantissimo per il ripristino della funzione del ginocchio stesso ed è quindi indispensabile che il paziente segua diligentemente le indicazioni dello staff medico al riguardo.
Torna in Cima

Risolvi ora il tuo problema con una visita specialistica