L’intervento di protesi di ginocchio è la soluzione chirurgica che permette il recupero del passo e l’eliminazione del dolore, dato dalla gonartrosi o da altre patologie a carico di questa articolazione.
Viene preso in considerazione quando la mobilità dell’articolazione e la deambulazione risultano limitate e quando il dolore diventa cronico e con scarsa risposta alla terapia conservativa.
In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su ogni aspetto di questa operazione, dal momento in cui si rende necessaria alle possibili soluzioni disponibili, introducendo brevemente la patologia che, nella maggior parte dei casi, porta all’impianto: la gonartrosi.
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Dolore al ginocchio: la gonartrosi

Uno dei motivi principali che possono spingere il chirurgo alla scelta di una protesi di ginocchio è la gonartrosi in fase avanzata, ovvero la degenerazione della cartilagine dell’articolazione in questione.
Condizione tipica dell’età avanzata, la degenerazione cartilaginea da gonartrosi ha carattere cronico, manifestandosi con sintomi quali:

  • dolore
  • rigidità articolare
  • ridotta capacità di movimento.

che aumentano di intensità al progredire della patologia.
Lo scopo della chirurgia negli interventi di protesi di ginocchio è proprio quello di risolvere il dolore e restituire il movimento, nei pazienti in cui anche quelli più semplici, come camminare e salire le scale, risultano estremamente limitati.
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Come si svolge l’intervento?

In un primo momento vengono asportati i residui cartilaginei usurati esponendo l’osso, in modo tale da avere una superficie stabile per l’applicazione della protesi.
In seguito verranno applicate le componenti metalliche su:

  • femore;
  • tibia;
  • rotula (non sempre, dipende da caso a caso, in base al quadro clinico e alle alterazioni intra-operatorie della rotula stessa).

In base alle componenti che andranno sostituite, le protesi prendono il nome di:

  • monocompartimentale, quando solo una componente viene sostituita e vengono conservati i legamenti crociati;
  • bicompartimentale , quando 2 componenti vengono sostituite (generalmente femore e tibia);
  • tricompartimentale , quando viene sostituito l’intero complesso.

Queste ultime 2 soluzioni vengono comunemente chiamate protesi totali.
Una volta posizionate le componenti metalliche, si procede con l’applicazione di un inserto in polietilene, utile per svolgere la funzione della cartilagine rimossa.
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Protesi ginocchio monocompartimentale

protesi ginocchio monocompartimentale
La protesi monocompartimentale evita la completa sostituzione dell’articolazione, risparmiando le strutture non intaccate dal trauma o dall’artrosi.
È indicata principalmente nei pazienti giovani anche se trova spazio in età più avanzata, rispettando delle indicazioni ben precise quali:

  • presenza di danno cartilagineo e meniscale di una parte sola del ginocchio;
  • alterazioni assenti o modeste poco sintomatiche nelle parti restanti;
  • stabilità legamentosa.

Questa soluzione protesica permette di mantenere la maggior parte delle strutture naturali del paziente, in vista di un successivo reintervento.
La protesi monocompartimentale del ginocchio è di dimensioni più contenute e spesso può essere impiantata con procedura mini-invasiva.
Di solito il paziente è in grado di alzarsi e camminare (con le stampelle) già il giorno successivo all’intervento, o al massimo due giorni dopo; entro un mese tornerà a muoversi in piena autonomia e sarà in grado di praticare attività fisica leggera.
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Protesi totale di ginocchio

protesi totale ginocchio
Quando la valutazione delle condizioni del paziente suggerisce che sia necessario sostituire l’intero complesso articolare, si utilizzano altri tipi di protesi chiamati anche bicompartimentali e tricompartimentali o, più comunemente, protesi totali .
In questo caso, la protesi riveste la superficie di femore e tibia (bicompartimentale ) ed eventualmente la rotula (tricompartimentale ).
Quando viene impiantata una protesi totale il recupero dopo l’intervento chirurgico è leggermente più lento , ma la ripresa delle comuni attività quotidiane avviene comunque entro 45 giorni dall’intervento.
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Durata della protesi

Allo stato attuale delle cose, la durata di una protesi di ginocchio di buona qualità è di 15/20 anni .
L’intervento di revisione richiede esperienza, iper-specializzazione, per riuscire a gestire anche casi complessi, ottenendo dei risultati buoni e soddisfacenti per il paziente.
La mia opinione è che questa strategia sia corretta solo fino a quando non limiti la qualità di vita per via del dolore o della mancata funzionalità del ginocchio.
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Interventi protesi ginocchio: i candidati

La grande maggioranza dei soggetti che si debbono sottoporre all’intervento di protesi del ginocchio sono nella fascia di età fra i 50 e gli 80 anni, e si tratta di soggetti che non traggono più beneficio dai trattamenti conservativi per la gonartrosi.
D’altra parte, non è purtroppo infrequente che pazienti pur più giovani ma che hanno subito un trauma importante (un incidente stradale o un infortunio sportivo particolarmente serio) siano candidati precocemente a questo tipo di intervento.
Detto ciò, va sottolineato un concetto molto importante: la protesi di ginocchio va impiantata quando il paziente ne sente la necessità.
Ad ogni modo, sarà compito del chirurgo valutare la reale candidabilità del paziente, in cui si prendono in considerazione:

  • lo stato di salute generale del paziente;
  • la funzionalità del ginocchio;
  • la persistenza del dolore,
  • le radiografie (richiedendo di norma proiezioni anteroposteriore, laterale, assiale di rotula e Rosenberg);
  • risonanza magnetica / TAC (esami che si richiedono in casi specifici previa valutazione clinica e radiografica del paziente).

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Cosa fare prima di un intervento di protesi di ginocchio

intervento ginocchio
Prima dell’intervento si consiglia di:

  • Perdere peso : il peso in eccesso costituisce un fattore usurante per la protesi che sarà impiantata e ne abbrevia la durata.
  • Smettere di fumare o per lo meno ridurre significativamente la quantità di sigarette è altrettanto utile a ridurre le possibilità di complicanze successive all’intervento.

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Protesi ginocchio: possibili complicazioni

Il tasso di complicazioni dopo una protesi di ginocchio a seguito di questo tipo di interventi chirurgici è piuttosto basso.

Importante la prevenzione di trombi con adeguata profilassi, la prevenzione delle infezioni con adeguata profilassi antibiotica ed attenzione durante il gesto chirurgico, osservando la sterilità e la pulizia necessaria, la prevenzione del tasso, estremamente basso, di lesioni neurovascolari e la prevenzione del rischio di mobilizzazione precoce con un’adeguata fissazione dell’impianto.
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Protesi di ginocchio: tempi di recupero

La natura dell’intervento di protesi di ginocchio richiede una pianificazione precisa della riabilitazione post-operatoria e un importante impegno al paziente per effettuarla correttamente, per la miglior riuscita del trattamento.
La durata della degenza ospedaliera è di solito breve, 5-7 giorni nel reparto chirurgico (possono seguire due settimane in un reparto riabilitativo), incentivando il paziente a camminare già dal giorno stesso o quello successivo all’intervento.
La fisioterapia è un elemento importantissimo per il ripristino della funzione del ginocchio stesso ed è quindi indispensabile che il paziente segua diligentemente le indicazioni dello staff medico al riguardo.
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