Introduzione

Questo approfondimento riguarda la coxartrosi, e un un test molto utile per comprendere l’intensità del proprio dolore e come intervenire.

Un dolore leggero, che si manifesta soprattutto dopo uno sforzo intenso o dopo un lungo periodo di immobilità: ecco come esordiscono, di solito, i sintomi della coxartrosi.

Si tratta di una patologia degenerativa che colpisce l’anca, ovvero quella parte anatomica che congiunge il bacino con la coscia; l’articolazione che ne fa parte si chiama infatti coxofemorale perché unisce il cotile dell’osso iliaco (una escrescenza ossea, la cui forma ricorda vagamente quella di un bicchiere) alla testa del femore, l’osso più lungo del corpo umano, che sostiene i muscoli della coscia.

La coxartrosi deriva dal deterioramento delle cartilagini che normalmente ricoprono le superfici articolari.

Le cartilagini hanno la funzione di diminuire l’attrito che si crea quando le estremità delle ossa scivolano le une contro le altre e di ammortizzare i piccoli traumi cui sottoponiamo l’anca durante le normali attività come alzarsi in piedi o camminare.

Il tessuto cartilagineo si deteriora naturalmente con il passare del tempo per via del processo d’invecchiamento ma questa degenerazione può essere notevolmente accelerata da alcuni fattori:

  1. chi pratica sport a livello agonistico o chi ha un lavoro usurante dal punto di vista fisico può causare un forte deterioramento per via dell’utilizzo eccessivo dell’articolazione, dovuta ai molti microtraumi ripetuti nel tempo, che alimentano l’infiammazione del tessuto cartilagineo e dei tessuti molli in generale;
  2. chi subisce un trauma come una caduta, un incidente o un forte colpo può sviluppare un deterioramento per cause dovute al trauma stesso o alle sue conseguenze; le fratture del bacino o del femore, per esempio, sono potenzialmente causa di degenerazione articolare. Anche gli infortuni di tendini, legamenti e muscoli possono favorire il processo artrosico;
  3. chi sviluppa alcune malattie sistemiche, come quelle autoimmuni o quelle del sistema cardiovascolare, può subire un’accelerazione del processo artrosico che può essere dovuta, per esempio, alla minore irrorazione di sangue nei tessuti.

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Le cinque “colonne” del percorso terapeutico

Prima di tutto, è necessario spiegare che la diagnosi di coxartrosi andrebbe effettuata quanto prima, possibilmente recandosi da uno specialista non appena ci si accorge di sintomi che potrebbero far pensare alla presenza della malattia.

Questo è senz’altro d’aiuto nel rendere il problema più facile e rapido da risolvere: la natura infiammatoria e degenerativa della patologia causa infatti un circolo vizioso tale per cui, una volta superato un certo livello di deterioramento delle cartilagini, non è più possibile utilizzare solo trattamenti conservativi e bisogna per forza procedere all’intervento per la sostituzione dell’articolazione con una protesi d’anca.

Il percorso terapeutico per questa patologia prevede infatti misure diverse, non alternative le une alle altre, da adottare mano a mano che la patologia progredisce: all’esercizio fisico, ottimo anche in ottica di prevenzione, si affiancano infatti il trattamento farmacologico dei sintomi (attraverso gli antinfiammatori), la fisioterapia “attiva” e “passiva”.

Il ricorso alla medicina rigenerativa può essere utile nella fase iniziale per cercare di arrestare o almeno ritardare la progressione della coxartrosi, se la coxartrosi viene diagnosticata nelle sue prime fasi, infatti, di solito è possibile ritardare l’esigenza di una procedura chirurgica di molti mesi o addirittura di molti anni.
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Test: valuta l’intensità dei tuoi disturbi

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Abbiamo descritto poco sopra i sintomi con i quali la coxartrosi si manifesta all’inizio (a parte nei casi in cui deriva da un trauma importante, ovviamente!).

Nelle fasi più avanzate, i sintomi si moltiplicano e possono diventare talmente seccanti da avere un impatto molto rilevante sulla qualità di vita del paziente.

È quindi indispensabile per il paziente valutare periodicamente i sintomi stessi, per aiutare lo specialista ad impostare la corretta strategia di trattamento.

Ho formulato un semplice test, della durata di pochi minuti, per aiutare i miei pazienti nell’autovalutazione, in modo che possano capire da soli se la loro patologia è peggiorata rispetto all’ultimo controllo e, nel caso, ripresentarsi da me per una rivalutazione.
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1) Per quanto tempo sei in grado di camminare (anche se senti fastidio) senza interromperti?

  1. Quanto voglio
  2. Solo per mezz’ora
  3. Circa quindici minuti
  4. Meno di dieci minuti
  5. Meno di cinque minuti

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2) Stare in piedi per più di mezz’ora ti provoca fastidio o dolore?

  1. No
  2. Si

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3) Di notte, percepisci dolore?

  1. No
  2. Solo se faccio determinati movimenti
  3. Si, anche a riposo

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4) Appena ti sei alzato dal letto, qual è la durata dei sintomi dolorosi?

  1. Da zero ad un minuto
  2. Da un minuto a dieci minuti
  3. Oltre i dieci minuti

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5) Riesci a raccogliere gli oggetti a terra?

  1. Non ho nessun problema
  2. Si ma sono un po’ affaticato\a
  3. Si ma faccio molta fatica
  4. No, assolutamente

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6) Sei in grado di salire le scale (minimo: un piano)?

  1. Non ho nessun problema
  2. Si ma sono un po’ affaticato\a
  3. Si ma faccio molta fatica e sento dolore
  4. No, assolutamente

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7) Sei in grado di scendere dall’auto o alzarti da un divano?

  1. Non ho nessun problema
  2. Si ma sono un po’ affaticato\a
  3. Si ma faccio molta fatica e sento dolore
  4. No, assolutamente

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8) Se resti seduto per più di due ore, senti fastidio o dolore nell’alzarti?

  1. No
  2. Si

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9) Camminare ti provoca dolore o fastidio?

  1. Mai
  2. Dopo circa trenta minuti
  3. Appena muovo un passo

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10) Hai bisogno di ausili per camminare?

  1. No, cammino senza bastone (o stampelle)
  2. Solo da un lato
  3. Si, da entrambi i lati

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11) Riesci a indossare ed allacciare le scarpe in autonomia?

  1. Non ho nessun problema
  2. Si ma sono un po’ affaticato\a
  3. Si ma faccio molta fatica e sento dolore
  4. No, devo essere assistito\a

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Risultati del test sulla coxartrosi

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Ogni risposta alle domande del test ha un punteggio che va da 1 a 5, che si traduce in diversi livelli di intensità. Ogni risposta 1 vale 1, 2 vale 2, 3 vale 3, 4 vale 4 e 5 vale 5.

Hai totalizzato: tra 1 e 14 punti? Ecco il tuo livello: Accettabile
Hai totalizzato: tra 15 e 18 punti? Ecco il tuo livello: Medio
Hai totalizzato: tra 19 e 21 punti? Ecco il tuo livello: Allarmante
Hai totalizzato: tra 22 e 28 punti? Ecco il tuo livello: Quasi insostenibile
Hai totalizzato: tra 29 e 37 punti? Ecco il tuo livello: Insostenibile

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Livello: accettabile

Non hai problemi a svolgere le normali attività quotidiane, questa è una buona cosa. Un programma di esercizi specifici potrebbe esserti di grande aiuto nel prolungare la salute delle tue anche.
Camminare con delle scarpe comode o fare altro tipo di esercizio per circa 30 minuti al giorno è sicuramente un’abitudine salutare e può aiutare sia nella prevenzione che nel rallentare la progressione dell’artrosi.
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Livello: medio

Almeno una delle tue anche ti provoca sintomi dolorosi: la coxartrosi inizia ad avere un impatto sul tuo stile di vita.
Dovresti recarti da uno specialista per avere una diagnosi del problema ed elaborare una strategia per arrestare o controllare la progressione della patologia. L’esercizio fisico sarà sicuramente un’elemento importante e potrebbero essere necessarie la terapia fisica e l’aiuto della medicina rigenerativa.
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Livello: allarmante

I sintomi della malattia influenzano notevolmente le tue attività quotidiane. La tua coxartrosi può essere risolta con l’aiuto di terapia fisica e farmaci ed è probabile che prima o poi sarà necessario pianificare un intervento chirurgico.
Se non ti sei già rivolto ad un medico specialista dovresti farlo subito, per minimizzare i tempi di recupero dal trattamento. Tieni sotto controllo i tuoi sintomi e non esitare a parlare con il tuo medico dei farmaci che potrebbero esserti d’aiuto.
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Livello: quasi insostenibile

La tua coxartrosi ha raggiunto un livello che impatta significativamente la qualità della tua vita.
Probabilmente sei già in cura presso un medico specialista e se non è così, dovresti pensarci molto seriamente. La medicina ortopedica è progredita parecchio negli ultimi anni (protesi di nuova concezione, medicina rigenerativa…): può fornirti moltissime armi per risolvere il tuo problema e tornare al massimo livello di funzionalità articolare possibile. Un intervento chirurgico è probabilmente la soluzione più appropriata per il tuo caso ma solo uno specialista qualificato può pianificare una strategia perfetta per le tue esigenze.
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Livello: insostenibile

Il dolore alle anche ti condiziona pesantemente e non ti permette più di svolgere serenamente le azioni comuni della vita di ogni giorno. Dovresti certamente essere seguito da un medico specializzato, che può prescrivere farmaci per alleviare i sintomi e lenire l’infiammazione che ne è causa. Sarà lui stesso a consigliarti come risolvere il tuo problema, possibilmente adottando le misure più appropriate per preservare la salute delle tue articolazioni e minimizzare le possibilità di recidiva della patologia.
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