In questo articolo parleremo di come affrontare la riabilitazione dopo un intervento di protesi di ginocchio. Per capire, invece, come si svolge l’intervento, potete leggere questo articolo.

Specifico che in questo articolo non tratterò le soluzioni di tipo conservativo, ma solo quelle che riguardano il recupero post-operatorio.
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Protesi ginocchio: riabilitazione e tempi

Un intervento, come quello di protesi al ginocchio, ha necessariamente delle “regole” post-operatorie da seguire, per permettere un recupero ottimale e riprendere la propria routine il più presto possibile.

Va fatta una precisazione prima di iniziare: i tempi di recupero, giustamente, variano da paziente a paziente: questo articolo è a scopo puramente indicativo, perché ogni caso è specifico e bisogna sempre valutarlo nella sua peculiarità.

Generalmente, le variabili che condizionano il recupero del paziente sono:

  • età;
  • qualità ossea;
  • stato di salute generale;
  • tipo di protesi utilizzata (protesi parziale, protesi totale).

In genere, tra le 4 e le 6 settimane dopo l’intervento, è già possibile riprendere le proprie abitudini – nei limiti del possibile – come il lavoro e altre attività domestica: nelle prime settimane è comunque fondamentale utilizzare delle stampelle, evitando di restare fermi a letto per troppo tempo, in quanto la mobilità del ginocchio può risentirne.

Le prime 2-3 settimane servono per permettere alla ferita suturata di rimarginarsi e ai muscoli di riacquistare la propria tonicità. Sarà, infatti, fondamentale eseguire, in base alle indicazioni del fisioterapista, gli esercizi  insegnati nel periodo di degenza in ospedale nel modo migliore possibile.

Le attività sportive vanno sospese per il tempo di recupero completo, che si aggira intorno ai 3 mesi: vanno evitate comunque le pratiche sportive che prevedono sforzi eccessivi ai danni dell’articolazione, come giocare a calcio.

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Esercizi di riabilitazione

protesi ginocchio riabilitazione
Dalle prime ore dopo l’intervento, in ospedale verrete assistiti ed educati per gli esercizi di riabilitazione, studiati appositamente per:

  • riottenere la mobilità del ginocchio (nei primi giorni è fondamentale l’attenzione all’estensione del ginocchio);
  • recuperare la forza e il tono muscolare;
  • insegnare al paziente come sedersi dopo un impianto di protesi e come sdraiarsi a letto;
  • educare il paziente ad utilizzare correttamente le stampelle;
  • ottenere una buona forza muscolare per abbandonare lentamente le stampelle (di norma, dopo le 4 settimane).

Il fisioterapista insegnerà nel periodo di degenza – che in genere dura 5 giorni – gli esercizi di riabilitazione, di modo che il paziente possa ripeterli in modo semplice anche a casa.

È comunque fondamentale proseguire il rapporto con il fisioterapista anche dopo la degenza ospedaliera.

Infatti, la fisioterapia si può suddividere in due grandi categorie:

  • la prima , centrata sul recupero articolare e muscolare, che avviene nel primo mese;
  • la seconda, centrata sul recupero deambulatorio ottimale e della gestione della propriocettività, che di norma dura un altro mese, con sedute fisioterapiche meno concentrate ma sempre importanti.

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Protesi ginocchio: dolore post-operatorio

Considerando che si tratta comunque di un intervento, sarà normale sentire del dolore successivamente all’operazione: influirà non poco la diligenza del paziente nel seguire gli esercizi di fisioterapia e nell’assunzione dei farmaci che viene prescritta, per eliminare più velocemente il dolore.

Sarà normale, inoltre, sentirsi stanchi in quanto un intervento chirurgico comporta questo tipo di condizione; anche la difficoltà iniziale nei movimenti sarà motivo di sforzo, perciò è fondamentale non abbattersi e seguire con cura il piano di riabilitazione post-operatorio per riprendersi perfettamente.
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Consigli utili

Ecco alcuni consigli utili da tenere a mente nei primi giorni dopo l’intervento di protesi di ginocchio:

  • utilizzare delle pinze per raccogliere gli oggetti da terra;
  • salire le scale con le stampelle prima con l’arto non operato;
  • evitare di mettersi alla guida nel mese successivo l’operazione;
  • utilizzare un marsupio per i piccoli oggetti (smartphone, portafoglio), per averli sempre a portata di mano;
  • evitare di prendere peso, per far durare il più possibile la protesi del ginocchio;
  • cercare di mantenere liberi e non scivolosi i luoghi della casa che vengono vissuti maggiormente;
  • evitare di mettervi sulle ginocchia o in posizioni particolarmente stressanti per l’articolazione;
  • scendere le scale, posizionando prima le stampelle, facendole seguire dall’arto operato e agendo sui supporti.

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Vantaggi della protesi al ginocchio

Oggi le protesi possono essere impiantate a chiunque: non c’è più un limite d’età, come un tempo, per sottoporsi a questo tipo di intervento.

Per questo mi sento di dire che il vero vantaggio che si può effettivamente testare è il non vivere con difficoltà, ma a pieno la propria vita, perché rimandare costantemente un intervento – eseguito tantissimo e con esiti molto positivi – vuol dire convivere con questa condizione.

Non dimentichiamo che la durata delle protesi è notevolmente aumentato – una protesi dura intorno ai 15 e ai 20 anni – e tecniche sempre più avanzate permettono la sostituzione più agevole delle protesi in caso di necessità.

Ovviamente, la protesi monocomportimentale, laddove ci siano le condizioni tecniche (usura solo del comparto interno o esterno del ginocchio, legamenti crociati integri) ha dei vantaggi anche nei tempi di recupero – più brevi – e nella facilità di una ripresa deambulatoria corretta.
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Possibili cause di revisione della protesi di ginocchio

Benché i casi siano rari, soprattutto affidandosi a un centro di riferimento, vi sono possibilità di dover far revisionare la propria protesi dal chirurgo.

Seguire in maniera minuziosa ed attenta le procedure per il recupero ottimale della mobilità è di fondamentale importanza, perché questo fattore può incidere sulla guarigione completa.

Le possibili cause di revisione della protesi di ginocchio sono:

  • infezioni post-chirurgiche;
  • forti urti o cadute sull’arto interessato;
  • mobilizzazione della protesi.

È fondamentale che il paziente capisca che la protesi di ginocchio non è un arto bionico: pertanto capsula articolare, legamenti, tendini e muscoli sono quelli propri del paziente.

Ricordiamoci, quindi, che le strutture sopraelencate possono essere fonte di infiammazione e dolore. Può, quindi, capitare di avere del dolore saltuario al ginocchio operato: questo, però, non significa che la protesi ha un problema.
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