Rottura Legamento Crociato Anteriore

“Rottura del crociato” è un’espressione che spesso (soprattutto nel mondo calcistico) viene utilizzata per fare riferimento ad una condizione ben più specifica: la rottura del legamento crociato anteriore.

Questa specificazione è d’obbligo in quanto i legamenti crociati all’interno del ginocchio sono due e richiedono trattamenti naturalmente differenti in seguito alla loro rottura.

Questi si distinguono in:

  • legamento crociato anteriore (LCA);
  • legamento crociato posteriore (LCP).

Il legamento crociato anteriore è il vincolo primario alla traslazione anteriore della tibia rispetto al femore, offrendo, inoltre, una resistenza all’intrarotazione tibiale e all’angolazione in varo-valgismo.

La normale funzione del ginocchio richiede l’integrità sia del LCA che del LCP; naturalmente, anche i muscoli che incrociano il ginocchio svolgono un ruolo significativo nel mantenimento della postura eretta, nonché dei movimenti che questa importante articolazione permette di svolgere.

Il legamento crociato posteriore, ad ogni modo, ha una discreta capacità di guarire con terapie conservative, diversamente dal legamento crociato anteriore che richiede necessariamente l’intervento chirurgico.

Approfondiamo adesso il discorso relativo al legamento crociato anteriore, analizzando le cause della rottura, la sintomatologia associata e i possibili trattamenti disponibili con la moderna chirurgia.

Le cause della rottura del legamento crociato anteriore

La rottura del legamento crociato anteriore è generalmente la conseguenza di una grave distorsione del ginocchio.

La distorsione è spesso data da torsioni innaturali del ginocchio, come:

  • angolazione in valgismo associata ad una extrarotazione;
  • iperestensione con torsione (come quando si da un calcio a vuoto).

Sono lesioni molto comuni in sport, come il calcio, il rugby e lo sci, che prevedono:

  • corsa con cambi di direzione repentini;
  • salti e atterraggi violenti;
  • scontri fisici.

Anche non riscaldare correttamente la muscolatura prima della pratica sportiva può favorire la rottura del legamento in questione.

Nonostante la pratica sportiva sia un fattore di rischio per la rottura del legamento crociato anteriore, si riscontrano numerosi casi in persone in età avanzata particolarmente sedentarie: questo avviene in quanto le persone anziane sono più soggette a cadute, che possono danneggiare la stabilità delle strutture del ginocchio.

Conseguenze

A causa dell’interdipendenza biomeccanica del legamento crociato anteriore, del legamento collaterale mediale e dei menischi, l’angolazione in valgismo con extrarotazione produce spesso un danno associato di queste strutture. Nel 50% dei casi si riscontra, infatti, un danno:

La rottura del legamento crociato anteriore non trattata tempestivamente, infatti, predispone il paziente all’insorgenza precoce dell’artrosi di ginocchio, meglio nota come gonartrosi.

I sintomi della rottura del legamento crociato anteriore

I pazienti con rottura del legamento crociato anteriore lamentano subito un dolore acuto al ginocchio che limita sensibilmente la mobilità dell’articolazione: la rottura viene segnalata generalmente da un forte rumore, simile ad uno schiocco.

In seguito si manifestano altri sintomi, tra cui:

  • gonfiore del ginocchio e lividi nella zona interessata;
  • instabilità (il ginocchio non sembra restare in sede);
  • rigidità articolare e deambulazione difficoltosa;
  • versamento di liquido o di sangue (più del 70% dei pazienti con versamento ematico intra-articolare ha una lesione del legamento crociato anteriore).

Normalmente nelle settimane successive all’evento traumatico permane solo la sensazione di cedimento/instabilità.

La diagnosi

La diagnosi si basa sull’esame clinico che si avvale di opportuni test per valutare la stabilità passiva del ginocchio e sulla b (RMN), necessaria inoltre per valutare e confermare lesioni associate.

La scelta del tipo di terapia da seguire – conservativa o chirurgica – è complessa e deve tener conto di numerosi elementi:

  • età del paziente;
  • grado di instabilità;
  • presenza o meno di lesioni associate (lesione del menisco, della cartilagine o di altri legamenti);
  • livello di attività sportiva (nei giovani e negli sportivi la chirurgia è la prima opzione chirurgica).

Ad ogni modo, il trattamento d’elezione (nonché l’unico in grado di ripristinare la corretta anatomia del legamento crociato anteriore) è l’intervento chirurgico: la terapia conservativa può essere presa in considerazione nei casi di persone anziane e fortemente sedentarie.

Intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore

Le tecniche chirurgiche utilizzate più frequentemente sono sostanzialmente tre:

  • ricostruzione con semitendinoso (ST) e gracile (GR) autologo;
  • ricostruzione con tendine rotuleo autologo;
  • ricostruzione con allograft (tendine da donatore).

La ricostruzione con ST e GR è ormai la più diffusa, prevede l’utilizzo dei tendini di due muscoli della coscia che vengono poi fatti passare attraverso un tunnel osseo in articolazione.

La ricostruzione con allograft, invece, viene utilizzata solitamente in caso di interventi di revisione o in caso di ricostruzione di più legamenti allo stesso tempo.

L’intervento è effettuato in artroscopia quindi senza “aprire” l’articolazione, ma effettuando dei piccoli fori per permettere l’utilizzo degli strumenti chirurgici e l’inserimento di una videocamera.

La durata dell’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore è di circa un’ora, effettuato in day hospital con anestesia epidurale o spinale, richiedendo dunque il digiuno del paziente di almeno 8 ore.

Fondamentale, una volta eseguito correttamente l’intervento, impostare da subito un percorso riabilitativo per il recupero articolare e per l’educazione al passo.

La riabilitazione inizia già in seconda giornata in ospedale e si protrae mediamente per 6 mesi, alternando palestra, piscina e, quando arriva il momento, campo sportivo.

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