La decisione di procedere con l’impianto di protesi di ginocchio, porta con sé una serie di domande che il paziente, in studio, può dimenticare.
Per questo ho deciso di scrivere le domande più significative su:
che mi sono state fatte dai pazienti nel corso del tempo, per levare ogni dubbio su una chirurgia ormai molto comune come quella della protesi di ginocchio.
Queste procedure (tempi e modalità) sono relative alle liste operatorie dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, pertanto potrebbero variare da centro a centro.
In questa fase saranno fondamentali:
Sì, compatibilmente con il dolore, anzi viene consigliata un’attività motoria in modo da potenziare la muscolatura ed agevolare il recupero post-operatorio.
Si consiglia inoltre di:
Sì, per effettuare gli accertamenti per l’operazione e fornire assistenza per la mobilità a seguito dell’intervento.
Generalmente il ricovero inizia il giorno prima dell’operazione, in cui verranno svolti gli esami propedeutici e, se idonei al protocollo “fast track”, potrete tornare a casa dopo 3 giorni: diversamente, il ricovero può essere esteso fino a 5/7 giorni, in attesa della riabilitazione.
L’intervento si struttura in tre fasi fondamentali:
La durata varia in base alla protesi utilizzata, generalmente possiamo schematizzare le tempistiche in questo modo:
Generalmente si ricorre ad anestesia epidurale (loco-regionale periferica), indicata per operazioni agli arti inferiori. Nei pazienti con elevato rischio di trombosi degli arti, si può ricorrere ad anestesia generale.
Questa fase è fondamentale per riacquisire completamente la mobilità articolare ed eliminare il dolore: non va mai sottovalutata, in quanto è il compito principale che dovrà svolgere il paziente.
La durata del dolore è variabile, dipende dalla cura del paziente nel seguire i protocolli post-operatori: come accennato prima, anche una muscolatura più forte può aiutare in questo senso.
Il dolore può in alcuni casi fermare il paziente dall’attuazione degli esercizi di fisioterapia: questo non deve assolutamente accadere, in quanto l’arto va stimolato spesso, per raggiungere il prima possibile la completa estensione.
Il dolore, dunque, può essere parte del processo di guarigione (alle volte anche protratto nel tempo), ma va inteso come una tappa del percorso per ottenere il recupero completo del movimento dell’articolazione.
In linea di massima, i primi 3 giorni sono il periodo più critico.
Per almeno 2 mesi è bene dormire solo sull’arto sano, non su quello operato, o in posizione supina: nei giorni successivi all’operazione sarà necessario, inoltre, posizionare un cuscino tra le gambe, avendo cura che l’arto operato mantenga sempre una posizione distesa.
Anche in questo caso i tempi possono essere diversi, influenzati anche dalla forza muscolare pre-operatorio del paziente.
L’importanza di eseguire degli esercizi fisici sia prima che dopo l’intervento cambia le tempistiche di recupero: alcune persone sono in grado di camminare senza le stampelle già dopo 2 / 3 settimane, con un recupero completo della funzione dopo 6 settimane; altre possono richiedere tempi più lunghi, in quanto ogni paziente ha tempi di recupero e protocolli riabilitativi differenti.
Diversamente da come alcuni credono, non si utilizza nessun tutore dopo l’intervento, ma le stampelle per un periodo di tempo variabile.
In questa fase, si consiglia di utilizzare delle scarpe chiuse con suola in gomma antiscivolo, per avere maggior controllo dell’arto operato, ed eliminare i tappeti nelle zone utilizzate dal paziente nella casa.
Un concetto per me estremamente importante è che ogni paziente ha una sua capacità di risposta.
Pertanto è sbagliato confrontare la propria situazione con altri pazienti perché, soprattutto nei primi periodi, la variabilità di risposta è molta ampia:
La durata media di una protesi è di 15 anni, anche se non esiste una data di scadenza; pertanto in base alle richieste funzionali può essere maggiore, arrivando fino a 20 o addirittura 25 anni.
È bene comunque effettuare controlli specialistici seriati nel tempo per monitorare e valutare sempre la salute della protesi e la condizione generale dell’articolazione.
In questo caso bisogna fare molta attenzione ed evitare che la ferita ancora aperta venga messa in acqua, per agevolare la guarigione e riprendere il prima possibile le abitudini quotidiane.
Una volta rimossi i punti, dopo 15 giorni dall’intervento, ci si può lavare senza alcun problema.
La protesi di ginocchio va intesa sempre come un aiuto concreto, non come una limitazione: una volta recuperata la mobilità completa, con gli esercizi per il post-operatorio ed avendo cura di evitare la sedentarietà, le possibilità sono numerose.
Il paziente operato può praticare:
e gli sport considerati a basso impatto per l’articolazione del ginocchio.
Si sconsigliano, invece, sport con alto rischio di traumi o in cui le torsioni ripetute ai danni dell’articolazione possono diminuire notevolmente la durata di una protesi impiantata correttamente.
