Lesioni Meniscali

Lesioni Meniscali

Il termine «lesione meniscale» definisce le patologie del menisco articolare del ginocchio che hanno un’origine per lo più traumatica.

I menischi sono fibrocartilagini che hanno forma semilunare interposta tra le superfici articolari del femore e della tibia, rendendole conformi, cioè assolvendo ad una funzione di congruenza articolare.

I menischi sono strutture scarsamente vascolarizzate nell’adulto, questa è la ragione della loro scarsa capacità di guarigione.

I menischi possono riassorbire e secernere il liquido sinoviale durante lo scarico e il carico, questo liquido lubrifica le superfici articolari e facilita il movimento.

È stato dimostrato inoltre che il menisco mediale evita un’ulteriore traslazione anteriore del femore agendo come vincolo secondario in assenza del legamento crociato anteriore [funzione stabilizzante].

A cosa servono i menischi

La funzione dei menischi è principalmente meccanica, perciò essi si lesionano facilmente se sottoposti a una distrazione anormale.

La lesione è più frequente nella popolazione più giovane e nei soggetti attivi. Le lesioni meniscali mediali sono da 4 a 5 volte più frequenti delle lesioni laterali.

La storia di un trauma importante è presente soprattutto nella popolazione giovane e le lesioni sono associate ad un danno legamentoso; i pazienti descrivono una tumefazione immediata dopo un trauma in torsione.

In alcuni casi non vi è positività anamnestica per trauma ed è possibile ottenere solo una storia di traumi minori. Dal punto di vista del profilo anamnestico è quindi possibile distinguere tra lesione traumatica e degenerativa.

Lesioni meniscali: la diagnosi

Di solito le lesioni meniscali sono diagnosticate clinicamente.

I tipici disturbi in un giovane atleta sono dolore e blocco dopo un trauma in torsione; negli individui di età media e avanzata sono più comuni rotture degenerative e la lesione può derivare da normali attività quotidiane come accovacciarsi e flettere le ginocchia, il paziente descrive uno scatto, un blocco e una tumefazione associati a un dolore localizzato alla rima articolare.

Alla palpazione, una dolorabilità localizzata alla rima articolare in corrispondenza del menisco rotto è molto utile nella diagnosi.

Siccome i menischi sono localizzati all’interno dell’articolazione, non possono essere palpati completamente. Esistono pertanto diversi test clinici che permettono di rilevare lesioni meniscali; la filosofia che li sottende consiste essenzialmente nello schiacciare o spremere il frammento instabile tra i condili di femore e tibia.

La risonanza magnetica [RMN] può mostrare le superfici meniscali e le alterazioni della struttura interna dei menischi.

La diagnosi differenziale rappresenta sicuramente un elemento fondamentale. I pazienti con una gonalgia mediale e antero-mediale costituiscono il gruppo più problematico; la maggior parte di loro ha una patologia meniscale secondaria a un’artrosi sottostante; queste ginocchia, pertanto, non possono essere trattate come se avessero una patologia meniscale isolata.

Nella maggior parte dei casi si dovrebbe iniziare un trattamento conservativo aspecifico che includa l’utilizzo di farmaci anti-infiammatori, esercizi isometrici del quadricipite e la limitazione delle attività di flessione del ginocchio. I pazienti con chiari sintomi meniscali e trattamenti conservativi falliti sono candidati all’intervento chirurgico.

Rottura menisco: intervento chirurgico

Esistono diverse opzioni per il trattamento chirurgico, che possono essere classificate in due gruppi principali:

  • interventi escissionali [meniscectomia selettiva parziale / meniscectomia subtotale];
  • riparazione meniscale [sutura meniscale].

I fattori decisionali da considerare sono:

  1. la localizzazione;
  2. l’estensione della lesione;
  3. una lesione legamentosa associata;
  4. il livello di attività;
  5. l’età;
  6. la professione;
  7. le aspettative del paziente;
  8. lo stato microstrutturale del menisco.

Tra questi fattori i più significativi sono la morfologia e la localizzazione della lesione [le rotture oblique lunghe dovrebbero essere trattate con una sutura perché potrebbero comportare una perdita totale della funzione meniscale; le lesioni a lembo di breve lunghezza invece sono gestibili al meglio con una meniscectomia selettiva; le rotture orizzontali, riscontrate per lo più in ginocchia degenerative, sono meglio trattate con una meniscectomia parziale].

Un aspetto fondamentale è capire che l’indicazione al trattamento chirurgico è un aspetto fondamentale e delicato; l’errore da non commettere è pensare che la meniscectomia artroscopica, essendo un intervento “minore”, vada bene sempre e comunque.

In pazienti di età superiore ai 60 anni con un processo artrosico già in corso può comparire un’osteonecrosi post-meniscectomia; generalmente questi pazienti, dopo un periodo asintomatico post-intervento, descrivono la comparsa di un dolore improvviso e violento che può non essere ben localizzato; questi sono pazienti che devono essere gestiti diversamente, o con un trattamento conservativo o, se la lesione meniscale è sintomatica e resistente, utilizzando le potenzialità della medicina rigenerativa associate ad una meniscectomia.

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