Quando si diagnostica la gonartrosi nelle primissime fasi, è possibile allontanare nel tempo l’impianto di protesi di ginocchio, attraverso degli esercizi in acqua, che migliorano la mobilità del ginocchio e rinforzano l’articolazione.

In questo articolo vedremo insieme alcuni esercizi per il ginocchio che si possono effettuare in piscina, da soli o con l’aiuto di un fisioterapista; per prima cosa, però, vediamo in cosa consiste brevemente la gonartrosi.
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Gonartrosi: sintomi, cause e sviluppo della patologia

La gonartrosi è l’artrosi che colpisce la cartilagine del ginocchio. È generalmente una patologia che si sviluppa con l’avanzare dell’età, anche se raramente è possibile riscontrarla nei giovani.

Ha carattere cronico-degenerativo, ovvero ha una tendenza all’usura continuativa della cartilagine, che a lungo termine comporta:

  • dolore;
  • edemi;
  • perdita della mobilità dell’articolazione;
  • deformità.

Il dolore e la perdita della mobilità sono più consistenti nelle fasi di movimento e tendono ad alleviarsi a riposo: nelle fasi più avanzate, il dolore persiste anche a riposo, rendendo la quotidianità del paziente molto stressante e improduttiva.

La gonartrosi viene causata principalmente dall’invecchiamento cellulare, ma vi sono casi (specialmente nei giovani), in cui la sua insorgenza può essere secondaria a traumi.

Vi sono, comunque, alcuni fattori di rischio, come:

  • obesità;
  • malattie autoimmuni.

Gli esercizi in acqua per la gonartrosi, se diagnosticata precocemente, possono rallentare la progressione della malattia, fornendo al paziente degli strumenti per sopportare meglio il dolore e aumentare la mobilità dell’articolazione.

Le terapie in acqua sono molto utili anche per la coxartrosi, ma si svolgono in maniera differente.

cartilagine ginocchio
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L’importanza di una diagnosi precoce

Considerando la natura degenerativa di questa patologia, la diagnosi precoce permette di rallentarla con dei buoni risultati: questo però significa che alle prime avvisaglie di dolore e rigidità articolare, è necessario prenotare il prima possibile una visita specialistica.

La possibilità di adottare un approccio conservativo è vincolata a questo, in quanto è possibile che i sintomi citati prima siano legati ad altre condizioni, che possono svanire nel tempo: la gonartrosi, invece, si può curare definitivamente solo con la protesi di ginocchio, ma questo può essere valutato, appunto, esclusivamente dal chirurgo.

Va sottolineato che la fisioterapia in acqua può rallentare la gonartrosi, ma non arrestarla: per questo bisogna sempre mantenerla sotto controllo con visite periodiche.
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Le terapie in acqua: gli strumenti

Per lo svolgimento corretto di alcuni esercizi in acqua, vengono utilizzati diversi strumenti:

  • ciambelle;
  • tavolette galleggianti;
  • bascule oscillanti;
  • bilancieri.

Alcuni esercizi, comunque, possono essere svolti senza l’ausilio di strumenti, in quanto la sola permanenza in acqua riduce sensibilmente lo stress endoarticolare e facilita notevolmente i movimenti.

Gli esercizi con il bilanciere, invece, vanno valutati dal fisioterapista: questo strumento consigliato anche nella riabilitazione a seguito di traumi o di impianto di protesi di ginocchio, richiede una certa dimestichezza con gli esercizi in acqua.

Questo strumento, comunque, è molto utile per l’esecuzione di esercizi di tipo rotatorio, che rinforzano la mobilità completa.
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5 esercizi in acqua per il ginocchio

esercizi in acqua gonartrosi

Generalmente gli esercizi di riabilitazione per il ginocchio vengono anticipati da stretching in acqua, che può essere:

  • attivo, ovvero svolgendo esercizi in autonomia;
  • passivo, con l’aiuto di un fisioterapista.

Lo stretching in acqua è simile a quello che si può effettuare fuori, con la differenza di non avere tutto il peso del corpo caricato sull’arto.
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Esercizio 1: stabilità

In genere gli esercizi di mobilità prevedono camminate in avanti, all’indietro e laterali: vengono tenuti dei pesi con le braccia, creando destabilizzazione muovendoli in direzione opposta a quella di movimento, per dare gli input al ginocchio per migliorare la stabilità.

La camminata in avanti permette di curare l’appoggio del tallone a terra, quella all’indietro stimola, invece, il lavoro dell’avampiede.

Negli esercizi di stabilità, si effettuano anche cambi di direzione, utili per migliorare la muscolatura anteriore e laterale.
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Esercizio 2: lavoro aerobico

Questo esercizio viene eseguito in acqua con un’ellittica, per rinforzare la muscolatura e sopportare maggiormente il dolore al momento dell’utilizzo dell’articolazione fuori dall’acqua.
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Esercizio 3: mobilità

In base all’entità del dolore, eseguire questo esercizio di mobilità con l’aiuto di un fisioterapista. Seduti in piscina, nella parte con acqua bassa, con le gambe distese e con la schiena verso il bordo, portare la gamba verso il petto e riportarla in posizione.
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Esercizio 4: propriocezione

Gli esercizi propriocettivi per il ginocchio hanno il fine ultimo di ripristinare l’equilibrio e coordinare in modo adeguato i movimenti. Si cammina con la tavoletta galleggiante sotto l’arto disfunzionale, che creerà un leggero attrito utile per migliorare la stabilità.

Per rinforzare i muscoli e la propriocezione si utilizza, oltre alla tavoletta galleggiante, la bascula oscillante, un attrezzo posizionato sul fondo della piscina che stimola il mantenimento dell’equilibrio dell’arto interessato, sia per i movimenti in avanti e indietro, sia per i movimenti laterali.
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Esercizio 5: progressione

Con l’acqua all’altezza del bacino in posizione eretta, aumentare lentamente il carico sul ginocchio mettendosi in posizione accovacciata: il corpo più leggero in acqua permetterà il raggiungimento della posizione e il ritorno a quella di partenza senza problemi.

Questi esercizi in acqua, con il tempo, permetteranno al paziente di muoversi più liberamente, senza fermarsi per via del dolore: tuttavia, considerando la natura degenerativa della gonartrosi, la soluzione che risolve questi problemi è la protesi di ginocchio.
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