Introduzione

Questo articolo è dedicato alla coxartrosi e alla risposta alle domande più frequenti che i pazienti mi rivolgono quando mi scrivono o direttamente durante la visita specialistica.

Come spiego spesso ai miei pazienti, la prima arma per sconfiggere una malattia è conoscerla in modo approfondito.
Questo vale ovviamente per il medico ma ha altrettanto valore anche per il paziente, che con un piccolo sforzo può diventare il primo alleato di se stesso nella cura della propria patologia.

Ecco allora dieci domande che chiariscono alcuni concetti che riguardano l’artrosi d’anca o coxartrosi. Una breve lettura utile sia per quelle persone cui viene diagnosticata, che per tutti gli altri, nell’ottica di prevenirne la comparsa.
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Che cos’è la coxartrosi?

L’coxartrosi è una patologia degenerativa che causa il deterioramento delle cartilagini che normalmente ricoprono le estremità delle ossa nei pressi delle articolazioni, con la funzione di ammortizzare i piccoli traumi e minimizzare l’attrito fra le superfici.

L’artrosi che colpisce l’articolazione coxofemorale (più comunemente detta anca) si chiama coxartrosi ed è piuttosto comune. Può causare dolore e difficoltà nei movimenti .
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Che differenza c’è tra artrosi e artrite?

L’artrite è una patologia infiammatoria che di solito ha un’origine autoimmune.

Come l’artrosi, colpisce le articolazioni ma non è dovuta all’usura o a traumi ricevuti; di solito compare in età più precoce e nelle sue fasi iniziali si manifesta soprattutto al livello delle piccole articolazioni di mani e piedi.

L’artrosi, pur condividendo alcuni dei sintomi ha origini ed una natura molto diversa da quella dell’artrite.
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Cosa significa ricevere diagnosi di coxartrosi?

coxartrosi fisioterapia

L’artrosi dell’anca è piuttosto comune nei pazienti che hanno superato i 55-60 anni e, sebbene vi siano ormai molte persone che conducono una vita molto attiva anche in età avanzata, può essere gestita con successo con l’aiuto di uno specialista.

Per via delle differenti esigenze ed aspettative, specialmente in termini di stile di vita, la coxartrosi può essere invece più complicata da gestire in persone più giovani.

Ciò nonostante, nell’ultimo decennio tecnologia e pratica clinica hanno fatto notevoli progressi anche in questo ambito, con lo sviluppo delle protesi d’anca di nuova generazione e delle tecniche di medicina rigenerativa.
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Quali sono le cause della coxartrosi?

Il deterioramento delle cartilagini articolari è un processo naturale, dovuto all’invecchiamento. Tuttavia, può essere accelerato considerevolmente da due elementi:

  1. l’usura, che può derivare da un utilizzo scorretto, da carichi eccessivi (come quelli cui sono sottoposte le articolazioni dei lavoratori manuali o degli sportivi agonisti) o da altri fattori come l’obesità e le malattie metaboliche.
  2. i traumi, come quelli che possono derivare da cadute, colpi, incidenti stradali; anche i piccoli traumi che si ripetono nel corso del tempo possono però influenzare l’usura delle cartilagini.

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Quali sono i sintomi della coxartrosi?

Il dolore ed una diminuita mobilità dell’articolazione, che progressivamente limiterà il raggio dei movimenti possibili, sono i principali sintomi della coxartrosi.

La natura degenerativa della patologia fa sì che spesso i sintomi siano molto leggeri nelle prime fasi, per poi aggravarsi progressivamente fino a causare seri problemi alla qualità di vita del paziente.

Nelle sue fasi più avanzate, l’artrosi d’anca può portare alla deformazione dell’articolazione, alla necrosi della testa del femore ed infine ad una reale seria difficoltà a camminare autonomamente o con supporti.
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Si può prevenire la coxartrosi?

L’esercizio fisico regolare ed un’alimentazione sana ed equilibrata sono in grado di rallentare in modo significativo la malattia.

Non è comunque possibile evitare del tutto il deterioramento delle cartilagini, ma mantenere i muscoli allenati ed il peso sotto controllo rappresenta comunque un aiuto inestimabile nell’allontanare l’artrosi d’anca.

È inoltre consigliabile consultare uno specialista alle prime avvisaglie della patologia, quando ancora è possibile tenerla sotto controllo attraverso trattamento poco invasivi come la medicina rigenerativa e la terapia fisica, dal momento che quando viene diagnosticata in una fase successiva si rende spesso necessario l’intervento per la sostituzione dell’articolazione con una protesi d’anca.
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Quali esami vengono richiesti dallo specialista?

Di solito, l’artrosi d’anca si diagnostica attraverso l’esame fisico del paziente in sede di visita.

In seguito, la diagnosi deve essere confermata attraverso una radiografia in carico del bacino e in due proiezioni (anteroposteriore ed assiale) dell’anca interessata.

L’esame ecografico ha poco valore se non per documentare un versamento (presenza di liquido spesso infiammatorio) all’interno dell’articolazione, mentre la RMN e la TAC di bacino hanno indicazioni specifiche e vengono richieste come esami di secondo livello nel caso di dubbi diagnostici (la TAC ad esempio è utile nei casi di coxartrosi su base displasica o nei casi post-traumatici; la RMN è utile nei casi di sospetto di malattie specifiche dell’osso come l’algodistrofia ad esempio).
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Qual è il ruolo delle terapie conservative?

La terapia fisica e quella farmacologica sono la base di qualsiasi trattamento, anche quelli che prevedono un intervento chirurgico.

Sono infatti due elementi essenziali per lenire l’infiammazione scatenata dalla patologia e per rieducare la muscolatura ad effettuare movimenti corretti sia nel caso in cui non vi sia bisogno d’intervenire sull’articolazione, che nel caso in cui si renda necessaria la sua sostituzione.
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Quale è il ruolo della medicina rigenerativa?


I trattamenti di medicina rigenerativa hanno lo scopo:

  • antinfiammatorio;
  • di stimolare un processo rigenerativo attraverso l’attivazione di processi biomolecolari sui fattori di crescita ad esempio;
  • di diminuire l’attrito fra la testa del femore e l’acetabolo (parte concava semisferica del bacino che accoglie la testa del femore).

È chiaro che il potenziale rigenerativo influenza l’efficacia di questi trattamenti, che quindi hanno generalmente un effetto maggiore sulle persone più giovani.

Tuttavia, la loro componente antinfiammatoria può essere molto utile ed efficace anche in persone più anziane.
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Quale è il ruolo della protesi?


L’unica soluzione definitiva per il problema della coxartrosi è certamente rappresentata dall’intervento d’impianto della protesi d’anca, che deve essere preso in considerazione in moltissimi casi, almeno nel lungo periodo.

Spesso è infatti possibile rallentare la coxartrosi e ritardare la necessità di un intervento anche per molti mesi o anni ma, a lungo andare, la degenerazione delle cartilagini renderà comunque necessario questo tipo di approccio.
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