Le lesioni alla cartilagine del ginocchio interessano il tessuto che è situato sulla superficie delle ossa; nelle persone adulte si concentra soprattutto in prossimità delle articolazioni mobili, come, appunto, il ginocchio.
Serve a rendere le ossa più elastiche e leggere, ma soprattutto a fare in modo che le superfici articolari scivolino più agevolmente l’una contro l’altra quando sono a contatto, minimizzando l’attrito e favorendo la mobilità articolare.
La cartilagine del ginocchio va incontro ad un naturale processo di deterioramento, causato dall’invecchiamento cellulare.
Questo tipo di degenerazione è inevitabile ed irreversibile e prende il nome di gonartrosi.
A lungo andare, questi sintomi possono aggravarsi fino a portare alla gonartrosi e persino alla deformazione delle parti anatomiche, dovuta all’usura ed all’infiammazione.
Tuttavia, dal momento che il deterioramento può essere graduale e lento, specialmente nelle prime fasi non è sempre facile accorgersi dei sintomi che lo accompagnano.
Oltre alla classificazione in base alle cause, le lesioni della cartilagine del ginocchio si possono classificare anche in virtù della loro profondità, quindi della serietà del deterioramento.
A grandi linee, si possono distinguere tre lesioni della cartilagine del ginocchio:
L’aumentato attrito rende le articolazioni meno elastiche e flessibili, portando a sintomi come:
Questo processo, ad ogni modo, può essere accelerato da diverse condizioni, come:
Al contrario, esercitare l’attività fisica in modo equilibrato e avere uno stile di vita attivo sono fattori di protezione, non solo per la gonartrosi ma nei confronti di molte patologie non infettive.
Le lesioni alla cartilagine del ginocchio che sono causate da un infortunio, come quelli conseguenza di incidenti o cadute, sono invece da considerare in modo differente, perché possono influenzare negativamente il tessuto cartilagineo e creare problemi di gonartrosi anche a distanza di molti anni dall’evento.
L’età, in questi casi, non è un fattore di rischio, ma può portare ad una precoce degenerazione e rottura delle lesioni, esponendo maggiormente il paziente all’artrosi, anche in giovane età.
Nella maggior parte dei casi, non è semplice effettuare una diagnosi soddisfacente delle lesioni cartilaginee attraverso gli esami di diagnostica per immagini.
Per poter elaborare una strategia efficace, lo specialista deve conoscere l’entità e l’estensione del problema in maniera approfondita: ecco perché spesso si ricorre all’approccio artroscopico.
Vedendo le lesioni direttamente con i propri occhi con l’aiuto del microscopio, sarà in grado di effettuare una valutazione precisa e di individuare il miglior approccio da affrontare.
La terapia delle lesioni della cartilagine del ginocchio viene definita in base alla gravità della stessa.
Se in alcuni casi l’utilizzo di antinfiammatori è utile a contenere l’infiammazione, associato al riposo ed esercizi di fisioterapia possono limitare la sintomatologia, nelle lesioni più gravi può essere necessario l’intervento chirurgico.
Le lesioni lievi, inoltre, possono trovare giovamento nei trattamenti di medicina rigenerativa.
Vale più o meno lo stesso discorso per la medicina rigenerativa: tecniche innovative come PRP e Lipogems possono essere risolutive nei casi in cui la gonartrosi sia diagnosticata precocemente, ovvero quando la cartilagine sia moderatamente deteriorata.
Le stesse tecniche possono tuttavia essere utilizzate anche dopo il trattamento chirurgico, per favorire il recupero della funzionalità articolare attraverso la rigenerazione.
Tecniche innovative come PRP e Lipogems possono essere risolutive dal punto di vista sintomatologico nei casi in cui la gonartrosi sia diagnosticata precocemente, ovvero quando la cartilagine sia moderatamente deteriorata.
La medicina rigenerativa può essere utilizzata anche dopo il trattamento chirurgico, per favorire il recupero della funzionalità articolare attraverso la lubrificazione, la prolungata azione anti-infiammatoria che scatena e la rigenerazione (aspetto ancora in fase di chiara determinazione).
Si tratta di una tecnica che può essere utile per alleviare i sintomi della gonartrosi specialmente quando vi siano detriti di tessuto che ostruiscono l’articolazione, bloccandone il corretto funzionamento.
Tuttavia, bisogna specificare che questo tipo di trattamento non ha alcun effetto diretto sulle lesioni che si sono formate nei tessuti e, se non è integrato con altre metodiche, nel medio-lungo periodo non è quindi efficace per risolvere il problema.
È una tecnica che consiste nel raschiamento chirurgico del tessuto oggetto della degenerazione, che viene eliminato fino al punto da scoprire la parte di tessuto ancora non intaccata.
In questo modo si elimina la causa dell’infiammazione, cercando così di favorire il potenziale rigenerativo naturale dell’organismo.
È una tecnica che, attraverso degli innesti autologhi (cioè del paziente stesso) o sintetici, hanno lo scopo di favorire la rigenerazione della cartilagine circostante.
Si tratta di tecniche chirurgiche utilizzate da tempo, di consolidata efficacia nel contrastare la progressione della gonartrosi.
I tempi di recupero sono più lunghi ma si tratta di soluzioni molto efficaci nel ritardare la chirurgia d’impianto della protesi di ginocchio, che nei casi di lesioni i cui sintomi sono importanti resta comunque l’unica soluzione davvero definitiva.
Queste tecniche devono essere eseguite in presenza di un lieve o moderato processo degenerativo, altrimenti perdono il loro razionale di prevenzione e rallentamento della degenerazione stessa.
La grande varietà degli interventi che abbiamo descritto si riflette ovviamente nei tempi di recupero, che possono variare notevolmente a seconda del tipo di intervento ma anche dell’età del paziente e delle altre sue caratteristiche.
Per tutti i pazienti vale tuttavia la raccomandazione di seguire in modo serio e diligente le raccomandazione del team medico per quanto riguarda la fase di riabilitazione, specialmente rispetto alla fisioterapia ed alla mobilizzazione dell’articolazione.
