L’artrosi di ginocchio è una patologia tipica delle persone adulte, molto comune dai 60 anni in su, che interessa la cartilagine del ginocchio.
Con il passare del tempo infatti la cartilagine diventa più sottile, favorendo il contatto tra femore, tibia e rotula, contatto che crea dolore, i classici rumori e scrosci articolari e rigidità nei movimenti.
È una processo naturale e purtroppo inesorabile, che può certamente essere favorito da alcune condizioni, ma che, se diagnosticato in tempo, permette di avere una qualità di vita ottimale allontanando nel tempo il bisogno dell’intervento chirurgico.
L’artrosi di ginocchio, chiamata anche gonartrosi, è una condizione comune dell’invecchiamento, in cui la cartilagine si deteriora progressivamente e favorisce il contatto diretto tra le ossa.
Questo, inoltre, può portare alla formazione di osteofiti, ovvero piccole escrescenze del tessuto osseo, per cui la sintomatologia avvertita può essere di intensità maggiore.
La radiografia al ginocchio sotto carico è il primo esame che permette al chirurgo di diagnosticare l’artrosi di ginocchio con certezza, di osservare nella sua interezza l’articolazione e di comprendere quale tipo di terapia portare avanti.
La valutazione generale va fatta con un unico esame, con il ginocchio in diverse posizioni e con carico differente.
Le proiezioni radiografiche saranno:
Di norma, la radiografia è sufficiente per comprendere l’entità del danno, alle volte bisogna ricorrere anche a risonanza magnetica e alla tomografia computerizzata, ovvero quando è necessario un approfondimento diagnostico per caratterizzare, in maniera più accurata, l’estensione della patologia artrosica.
Il dolore è il sintomo principale che si riscontra, sia di tipo muscolare che articolare.
Altre condizioni che possono suggerire l’insorgere dell’artrosi del ginocchio sono:
Al presentarsi di queste condizioni, è bene sottoporsi a una visita specialistica, in quanto la diagnosi precoce offre diverse soluzioni terapeutiche che hanno l’obiettivo di allontanare nel tempo l’intervento di protesi di ginocchio.
La principale causa dell’artrosi di ginocchio è l’avanzare dell’età: è comune, infatti, dopo i 60 anni.
Nelle persone più giovani può essere causata da:
Quest’ultima tipologia è più comune nei giovani, in particolar modo negli sportivi.
In questi casi la degenerazione cartilaginea si localizza principalmente in una sola regione del ginocchio, mentre quando è conseguenza dell’invecchiamento, nella maggior parte dei casi, interessa tutta l’articolazione.
Altri fattori di rischio, ad ogni modo, possono influenzarne la comparsa o il deterioramento precoce. Questi sono:
In base alla gravità della degenerazione articolare, si possono utilizzare diverse soluzioni per rallentare la progressione dell’artrosi di ginocchio.
Tra queste si annoverano:
Nelle prime fasi della malattia, pomate, farmaci antinfiammatori e fisioterapia possono essere utili per il controllo del dolore, soprattutto se l’artrosi di ginocchio è stata diagnosticata precocemente.
Le soluzioni di medicina rigenerativa vengono utilizzate soprattutto nei pazienti giovani e nelle degenerazioni lievi-moderate.
Diversi studi si sono focalizzati sull’efficacia di PRP e cellule staminali nel rallentamento della progressione e nel controllo della sintomatologia, con risultati particolarmente promettenti.
Anche le infiltrazioni con acido ialuronico possono aiutare in questa fase della malattia, in quanto possiedono una forte componente lubrificante che diminuisce le conseguenze del contatto diretto tra le ossa: mostrano, ad ogni modo, un potenziale rigenerativo molto inferiore rispetto a PRP e cellule staminali.
Nei casi più gravi si procede con l’impianto di protesi di ginocchio, che si distinguono in due tipi, con interventi e tempi di recupero differenti.
Le protesi possono essere:
Le scelte chirurgiche sono diverse in base al grado di compromissione della cartilagine del ginocchio e alle caratteristiche del paziente, che va compreso e valutato nel suo quadro clinico completo: questo grazie ai test di imaging appropriati, ma anche alla motivazione del paziente, in quanto dopo l’intervento deve assolutamente intraprendere un percorso fisioterapico per ripristinare la funzionalità completa del ginocchio.
