A una certa età bisogna far fronte all’artrosi di ginocchio, meglio conosciuta come gonartrosi, una malattia degenerativa a carattere cronico che interessa la cartilagine di questa articolazione.

Cercando di fare chiarezza sui dubbi che possono presentarsi al paziente, ho scritto questo articolo per spiegare come si presenta, ma soprattutto, come si diagnostica l’artrosi al ginocchio.
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Artrosi ginocchio: che cos’è esattamente

L’artrosi di ginocchio è un fenomeno che colpisce in particolare gli anziani e in alcuni casi i giovani.

Caratterizzata da forte dolore e da difficoltà nel movimento, questa patologia ha carattere degenerativo, in quanto la cartilagine del ginocchio si usura per via dell’indebolimento cellulare, dato dall’avanzare dell’età.

L’usura della cartilagine porta alla formazione di osteofiti, piccole escrescenze del tessuto osseo, segno tipico delle malattie degenerative di tipo corrosivo.

Nei casi di pazienti giovani le cause sono diverse: per questo bisogna fare una distinzione preliminare.
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Tipologie di artrosi di ginocchio

Considerando le cause differenti che possono portare all’artrosi di ginocchio, possiamo distinguerne due tipi:

  • artrosi ginocchio primaria;
  • artrosi ginocchio secondaria.

La differenza tra le due risiede nelle origini della patologia: in caso di artrosi primaria, la cartilagine si usura progressivamente per l’avanzare dell’età e si presenta dopo i 60 anni.

In casi di artrosi secondaria, invece, si presenta a seguito di:

  • forti traumi;
  • malattie sistemiche;
  • malattie metaboliche;
  • microtraumi ripetuti nel tempo.

Questa tipologia è più comune nei giovani, soprattutto negli sportivi.

Spesso questa tipologia si localizza in una sola regione del ginocchio, mentre la gonartrosi primaria, in genere, interessa tutta l’articolazione.

È possibile, comunque, che la gonartrosi si presenti per la compresenza di queste cause; altri fattori che possono influenzarne la comparsa o il deterioramento precoce sono:

  • obesità;
  • predisposizione genetica;
  • altri difetti del ginocchio, come ginocchio varo e ginocchio valgo.

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Artrosi ginocchio: i sintomi

artrosi ginocchio sintomi

Il dolore è il sintomo principale che si riscontra.

Tuttavia, diverse condizioni possono suggerire l’insorgere della gonartrosi, come:

  • gonfiore;
  • rigidità articolare (in fase più avanzata);
  • rumori articolari (scricchiolii).

I dolori possono essere di varia natura: possono essere sia muscolari, sia articolari.

Al presentarsi di queste condizioni, è bene sottoporsi a una visita specialistica perché, in caso di diagnosi precoce, le terapie sono differenti e hanno l’obiettivo di allontanare nel tempo l’intervento di protesi di ginocchio.
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Come si diagnostica l’artrosi di ginocchio?

Dopo la valutazione durante la visita specialistica, che consiste in:

  • osservazione;
  • palpazione;
  • movimenti;
  • misurazione,

si procederà alla conferma con gli esami radiologici.

Bisogna considerare che la diagnosi è principalmente clinica, in quanto in questa sede si evidenziano i limiti della deambulazione, la limitazione articolare e il dolore che il paziente accusa.

Tuttavia, i test di imaging permettono una diagnosi accurata della patologia, permettendo di prendere in considerazione tutte le variabili e proporre i possibili trattamenti attuabili.
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Esame radiografico

esami artrosi ginocchio

L’esame radiografico permette di osservare nella sua interezza l’articolazione, per comprendere quale tipo di terapia portare avanti.

La valutazione generale va fatta con un unico esame, con il ginocchio in diverse posizioni e con carico differente.

Le proiezioni radiografiche saranno:

  • antero-posteriore sotto carico;
  • latero-laterale;
  • Rosemberg (sotto carico, in proiezione postero-anteriore con flessione del ginocchio a 45°);
  • assiale di rotula.

Di norma, la radiografia è sufficiente per comprendere l’entità del danno: alle volte bisogna ricorrere a risonanza magnetica e a tomografia computerizzata, quando è necessario un approfondimento diagnostico per caratterizzare, in maniera più accurata, l’estensione della patologia artrosica.
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Risonanza magnetica

La risonanza magnetica (RM) permette di vedere nel dettaglio tutte le componenti strutturali del ginocchio, soprattutto per avere un’idea chiara delle condizioni della cartilagine articolare e per stabilire con certezza le cause del dolore al ginocchio.

Con questo esame è possibile vedere lo stato legamentoso del ginocchio, soprattutto in caso si scelga l’impianto di protesi parziale (o monocompartimentale): serve, appunto, per accertarsi della presenza del legamento crociato anteriore (LCA) e delle condizioni della cartilagine nella zona interessata.
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Tomografia computerizzata (TAC)

Nei casi di gonartrosi secondaria a traumi, nei casi di pazienti con pacemaker o con protesi ferromagnetiche, si ricorre, invece, ad accertamenti tramite TAC.

Inoltre, è indicata anche ai pazienti claustrofobici: generalmente, salvo condizioni che lo impediscano, i test citati in precedenza sono sufficienti per un’ottima diagnosi, così da poter indicare le giuste soluzioni.

Sottolineo che la gonartrosi è una malattia degenerativa: pertanto è bene, trovandosi in queste condizioni, sottoporsi a una visita specialistica per prevenire e rallentare la sua progressione.
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Soluzioni per l’artrosi di ginocchio

artrosi ginocchio soluzioni

In base alla gravità della degenerazione articolare, si possono utilizzare diverse soluzioni per rallentarne la progressione.

Nelle prime fasi della malattia, le soluzioni di medicina rigenerativa offrono dei buoni risultati, soprattutto nei pazienti giovani. Anche le infiltrazioni con acido ialuronico possono aiutare in questa fase della malattia, in quanto hanno una forte componente lubrificante.

Potete leggere un approfondimento sull’argomento qui, per valutare le possibilità che PRP e cellule mesenchimali staminali offrono ai pazienti che soffrono di artrosi al ginocchio.

Nei casi più gravi, si procede con l’impianto di protesi di ginocchio, che si distinguono in due tipi, con interventi e tempi di recupero differenti.

Le protesi possono essere:

Le scelte chirurgiche sono diverse in base al paziente, che va compreso e valutato nel suo quadro clinico completo: questo grazie ai test di imaging giusti, ma anche alla motivazione del paziente, che in base alla scelta chirurgica deve intraprendere un percorso post-operatorio di guarigione differente.
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